Le organizzazioni sindacali della dirigenza dell'Area Sanità Anaao Assomed, Cimo-Fesmed, Anpo, Fassid, FP Cgil Medici e Dirigenti sanitari e Uil Fpl Medici hanno proclamato lo stato di agitazione alla ASL di Rieti, contestando le modalità con cui l'azienda sta attuando il nuovo assetto organizzativo legato alla trasformazione universitaria.
Secondo le sigle sindacali, il percorso in corso "non si tratta di una fisiologica riorganizzazione interna, bensì di un mutamento sostanziale delle strutture, degli incarichi, delle responsabilità e delle prospettive di carriera dei medici ospedalieri", che avrebbe richiesto "un percorso preventivo, trasparente, documentato e rispettoso delle prerogative sindacali".
Nel comunicato, i sindacati sostengono che "la cosiddetta 'gestione mista' non può diventare uno strumento per sottrarre funzioni e autonomia alla dirigenza medica ospedaliera, né per modificare l'assetto delle Unità Operative senza una preventiva istruttoria tecnica, economica e sindacale".
Le organizzazioni contestano in particolare le modalità di nomina dei direttori di Dipartimento, la progressiva attribuzione di strutture a gestione mista alla direzione universitaria e l'avvio della graduazione degli incarichi senza, a loro avviso, adeguata trasparenza sui criteri adottati e sugli effetti economici per il personale del Servizio sanitario nazionale.
Nel documento vengono formulate otto richieste all'azienda, tra cui la sospensione immediata delle nomine dei direttori di Dipartimento, lo stop alla trasformazione delle Unità operative complesse da direzione ospedaliera a universitaria, la trasmissione del protocollo d'intesa tra Regione Lazio e Università, l'accesso agli atti organizzativi, la consegna della relazione tecnico-finanziaria e della certificazione dei fondi contrattuali, oltre all'apertura di un tavolo di confronto con la Regione Lazio e la sospensione della graduazione degli incarichi fino al termine del confronto.
Le sigle sindacali chiedono inoltre "la certezza matematica e contabile" che l'attribuzione di incarichi apicali a professori o personale universitario non produca effetti negativi sui fondi contrattuali, sulle retribuzioni di posizione e di risultato e sulle prospettive di carriera dei dirigenti ospedalieri.
Contestualmente alla proclamazione dello stato di agitazione, i sindacati hanno annunciato l'avvio della procedura di raffreddamento e conciliazione presso la Prefettura di Rieti, con richiesta di convocazione urgente delle parti.
"La sanità reatina non si riorganizza con la forza dei fatti compiuti, la compressione dei diritti e lo svuotamento delle strutture pubbliche", concludono le organizzazioni sindacali. "Esigiamo il blocco immediato degli atti, trasparenza documentale e un confronto reale con i vertici della sanità regionale".