"Nessuna categoria, tanto meno quella dei medici, può pensare di dare una risposta negativa quando parliamo di popolare le Case di comunità e di offrire una medicina più forte ai cittadini e soprattutto ai più fragili". A pochi giorni dalla riapertura del dialogo con la Fimmg dopo lo stop alla riforma della medicina territoriale, il ministro della Salute Orazio Schillaci torna a premere sul coinvolgimento dei medici di famiglia nelle nuove strutture finanziate dal Pnrr. Lo fa dal forum "G19+2 Sanità - Regioni a confronto", in corso a Genova, rilanciando la necessità di completare quello che ha definito "l'ultimo miglio" della riorganizzazione dell'assistenza territoriale. Il tema resta uno dei più delicati per il Governo. Dopo il tramonto del decreto che puntava a ridefinire il ruolo dei medici di medicina generale all'interno delle Case di comunità, ministero, Regioni e sindacati sono tornati al tavolo per trovare una soluzione condivisa che consenta di raggiungere gli obiettivi del Pnrr entro la scadenza del 30 giugno.
"Come ha ricordato il presidente Meloni, dobbiamo fare tutti insieme l'ultimo miglio, probabilmente il più impegnativo", ha affermato Schillaci. "Le Case di comunità, gli Ospedali di comunità, le Centrali operative territoriali e il rafforzamento dell'assistenza domiciliare sono strumenti fondamentali per sviluppare un modello di presa in carico più efficace soprattutto per i pazienti fragili e cronici". Sul raggiungimento dei target del Piano nazionale di ripresa e resilienza il ministro ha mostrato fiducia, pur ammettendo che la partita delle Case di comunità è tra le più complesse ancora aperte. "Stiamo lavorando con le Regioni per chiudere anche i target che riguardano Case e Ospedali di comunità. L'obiettivo è raggiungibile, ma servirà uno sforzo da parte di tutti gli attori coinvolti". Nel suo intervento Schillaci ha poi rivendicato i risultati ottenuti su altri capitoli del Pnrr sanitario. Sull'assistenza domiciliare, a fronte di un obiettivo di 1,4 milioni di over 65 presi in carico, i dati aggiornati parlano di oltre 1,6 milioni di assistiti. Superato anche il target sulla telemedicina: rispetto ai 300mila assistiti previsti dall'Unione europea, sono già oltre 566mila i pazienti coinvolti nei percorsi di cura a distanza. Il ministro ha inoltre ricordato il completamento del programma di ammodernamento tecnologico degli ospedali, con la consegna di oltre 3mila grandi apparecchiature diagnostiche.
Spazio anche al tema delle liste d'attesa. Schillaci ha difeso l'azione del Governo, sottolineando che "abbiamo voluto una legge chiara, dalla parte dei cittadini". Grazie alla nuova piattaforma di monitoraggio realizzata da Agenas, ha spiegato, sono state analizzate 65 milioni di prestazioni e si registrano già miglioramenti in 16 Regioni. "Mettere la faccia sulle liste d'attesa è sempre stato un rischio. Nessuno lo aveva mai voluto fare", ha osservato il ministro, rivendicando il lavoro svolto per aumentare trasparenza e controllo sul sistema. Infine, un richiamo al rapporto con le Regioni, definito "strategico" per affrontare le sfide poste dall'invecchiamento della popolazione, dalla crescita delle cronicità e dall'innovazione tecnologica. "Quando tutti andiamo nella stessa direzione, i risultati si vedono", ha concluso Schillaci.
Anna Capasso