Introdurre un doppio canale di accesso alla medicina generale per i nuovi ingressi nel Servizio sanitario nazionale e riformare il percorso formativo dei futuri medici di famiglia. Sono le proposte avanzate dal network MedicInRete in una lettera aperta indirizzata al ministro della Salute Orazio Schillaci, con l'obiettivo dichiarato di rilanciare la riforma delle cure primarie e dell'assistenza territoriale.
A firmare la lettera sono i medici di medicina generale riuniti nel progetto promosso dal Dipartimento di Politiche per la salute dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs. Secondo i promotori, l'evoluzione demografica ed epidemiologica del Paese impone un cambiamento organizzativo della medicina territoriale e un rafforzamento del ruolo del medico di famiglia nelle Case della Comunità.
Nel documento si sostiene che il medico di medicina generale debba assumere una funzione di coordinamento clinico all'interno di team multiprofessionali, superando modelli organizzativi basati sull'attività individuale. Per rendere sostenibile questa evoluzione e affrontare la carenza di professionisti, MedicInRete propone l'introduzione di un doppio canale selettivo di accesso alla professione.
La proposta prevede che ai futuri medici venga consentito di scegliere tra il tradizionale rapporto convenzionato e un percorso come dipendente del Servizio sanitario nazionale, mantenendo inalterati i diritti e i contratti dei professionisti già in attività. I firmatari citano come riferimento le esperienze di Spagna, Portogallo e Austria, dove modelli differenti convivono all'interno dell'assistenza territoriale.
Un secondo capitolo riguarda la formazione. MedicInRete chiede il superamento dell'attuale sistema e la creazione di un percorso universitario specialistico che integri medicina generale, medicina di comunità e cure primarie. Secondo il network, il riconoscimento di una piena dignità accademica e professionale rappresenta uno degli strumenti necessari per contrastare il calo di attrattività della professione tra i giovani medici.
I promotori richiamano inoltre i risultati di un'indagine pubblicata su PubMed sui bisogni formativi e professionali dei futuri medici del territorio, indicando nella formazione multidisciplinare e nell'integrazione con le Case della Comunità alcuni degli elementi centrali della riforma.