L'Organizzazione mondiale della sanità per l'Europa conferma che il rischio di Ebola per la Regione europea resta basso e che non vi sono motivi per modificare i programmi di viaggio in vista dei Mondiali di calcio che si aprono in Canada, Messico e Stati Uniti.
In una dichiarazione diffusa l'11 giugno, il direttore regionale dell'Oms Europa Hans Henri P. Kluge ha sottolineato che né i Paesi ospitanti del torneo né la Regione europea registrano attualmente casi di Ebola.
«Non c'è alcun motivo per cambiare i propri programmi», ha affermato Kluge, invitando i viaggiatori a mantenersi informati e a prestare attenzione ai sintomi compatibili con la malattia, in particolare dopo eventuali soggiorni recenti nella Repubblica Democratica del Congo o in Uganda.
L'intervento dell'Oms arriva mentre prosegue la gestione del focolaio sostenuto dal virus Ebola Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda. Secondo l'organizzazione, il rischio per l'Europa rimane contenuto grazie a una serie di fattori: la maggior parte dei casi è concentrata in aree remote della Repubblica Democratica del Congo, sono attivi controlli sanitari prima della partenza dalle zone interessate e il virus non si trasmette per via aerea.
L'Oms ricorda inoltre che l'infezione richiede il contatto diretto con fluidi biologici di una persona malata e che i soggetti infetti diventano contagiosi solo dopo la comparsa dei sintomi.
Nella dichiarazione viene citato anche il recente caso di un paziente evacuato dall'Uganda e curato in Germania. Il paziente è guarito dopo il ricovero in isolamento e cinque contatti sono stati monitorati per 21 giorni senza che si registrassero ulteriori infezioni. Attualmente non risultano casi attivi nella Regione europea né episodi di trasmissione locale.
L'organizzazione precisa che non esistono vaccini autorizzati o trattamenti specifici per il ceppo Bundibugyo responsabile dell'attuale focolaio, ma sottolinea che la diagnosi precoce e le cure di supporto possono migliorare gli esiti clinici. Secondo l'Oms, i sistemi sanitari europei sono preparati a gestire eventuali casi importati.
L'agenzia delle Nazioni Unite continua a raccomandare di evitare viaggi non necessari nelle aree colpite della Repubblica Democratica del Congo e dell'Uganda, ma non indica restrizioni per gli spostamenti internazionali o per la partecipazione ai grandi eventi sportivi.
L'Oms richiama infine l'attenzione sul rischio di stigmatizzazione delle persone provenienti dalle aree interessate dal focolaio, ricordando che la diffusione della malattia non dipende dalla nazionalità o dall'origine etnica e che lo stigma può ostacolare le attività di sorveglianza e controllo.