Acque reflue, social media e segnalazioni online saranno utilizzati per individuare precocemente eventuali focolai di malattie infettive durante i Mondiali di calcio 2026, che prenderanno il via questa settimana tra Stati Uniti, Canada e Messico. Il sistema di sorveglianza è stato attivato da un gruppo di epidemiologi statunitensi in vista dell'arrivo di oltre 6,5 milioni di tifosi provenienti da più di 100 Paesi.
Il centro operativo, allestito presso la Georgetown University di Washington, analizzerà quotidianamente dati ambientali e informazioni raccolte sul web per identificare possibili segnali di allerta nelle città che ospiteranno le 104 partite del torneo.
L'obiettivo è fornire aggiornamenti giornalieri alle autorità sanitarie, agli ospedali e alla FIFA, facilitando una risposta rapida in caso di emergenze infettive. Tra le minacce monitorate figurano morbillo, Ebola, hantavirus e malattie trasmesse da vettori.
Secondo gli esperti coinvolti nel progetto, la combinazione tra grandi flussi internazionali di viaggiatori e eventi ad alta concentrazione di persone può favorire la diffusione rapida di agenti patogeni. L'iniziativa nasce inoltre in una fase in cui i servizi di sanità pubblica statunitensi sono impegnati nella gestione di diversi focolai epidemici e devono fare i conti con riduzioni di personale e risorse.
Sviluppato insieme al sistema ospedaliero MedStar Health, il programma rappresenterà anche un banco di prova per le Olimpiadi estive di Los Angeles del 2028.