L’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) ha attivato la EU Health Task Force e avviato il dispiegamento di esperti europei per sostenere la risposta al focolaio di Ebola in corso nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc). Lo ha comunicato lo stesso Ecdc, annunciando l’avvio della collaborazione operativa con gli Africa Centres for Disease Control and Prevention (Africa Cdc).
La direttrice dell’Ecdc, Pamela Rendi-Wagner, ha incontrato il direttore generale di Africa Cdc, Jean Kaseya, per discutere la situazione epidemiologica e definire il coordinamento delle attività di supporto. Come primo passo, l’Ecdc invierà immediatamente un esperto della EU Health Task Force presso la sede di Africa Cdc per supportare il coordinamento e la pianificazione operativa.
Parallelamente, l’agenzia europea ha riferito di essere in contatto con l’European Civil Protection and Humanitarian Aid Operations e con il Global Outbreak Alert and Response Network per valutare l’eventuale invio di ulteriori specialisti, in particolare nei settori della prevenzione delle infezioni, epidemiologia, sorveglianza e comunicazione del rischio.
Secondo i dati aggiornati al 16 maggio riportati dall’Ecdc, nella provincia di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo, sono stati segnalati 246 casi sospetti e 80 decessi sospetti in almeno tre zone sanitarie. Due ulteriori casi con precedente viaggio nella RDC sono stati inoltre notificati in Uganda.
L’Ecdc sottolinea che “permangono significative incertezze sulla reale estensione della trasmissione” e che il focolaio “potrebbe essere più ampio di quanto attualmente rilevato”. Le attività di risposta risultano inoltre complicate dalle condizioni di insicurezza e dalle criticità umanitarie presenti nelle aree colpite.
Nel comunicato viene inoltre evidenziato che il focolaio è causato dal virus Ebola di ceppo Bundibugyo, per il quale “non sono attualmente disponibili vaccini autorizzati o trattamenti specifici”.