Le celebrazioni della Giornata internazionale dell’infermiere coincidono quest’anno con l’avvio delle nuove lauree specialistiche infermieristiche dedicate alle cure primarie, all’infermieristica di famiglia e comunità, alle cure neonatali e pediatriche e all’area dell’emergenza e terapia intensiva. Lo ha sottolineato la presidente della Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche (Fnopi) Barbara Mangiacavalli intervenendo a Roma all’evento “Un secolo di sapere infermieristico - Nati per prendersi cura, formati per eccellere”.
Secondo Mangiacavalli, i recenti decreti che introducono i nuovi percorsi accademici rappresentano “una riforma di portata epocale” per i circa 462mila infermieri e infermieri pediatrici italiani.
“Con l’istituzione delle nuove lauree specialistiche in Cure primarie e Infermieristica di famiglia e comunità, Cure neonatali e pediatriche, e Cure intensive e nell’Emergenza rispondiamo finalmente con competenza avanzata alle sfide di un sistema salute che cambia”, ha dichiarato la presidente Fnopi.
Nel suo intervento Mangiacavalli ha collegato l’evoluzione universitaria della professione ai cambiamenti organizzativi richiesti al Servizio sanitario nazionale, richiamando il rafforzamento dell’assistenza territoriale, la gestione della complessità assistenziale e il bisogno di nuovi modelli di presa in carico.
Secondo Fnopi, la professione infermieristica ha attraversato negli ultimi decenni un percorso di progressiva autonomia scientifica e professionale, accelerato dall’ingresso dell’infermieristica nel sistema universitario a partire dall’anno accademico 1992-1993.
Accanto al tema della formazione, la Federazione richiama però anche il problema della carenza di personale e della ridotta attrattività della professione.
“Attualmente circa 40mila infermieri formati in Italia lavorano all’estero”, ha ricordato Mangiacavalli a margine delle celebrazioni romane. “Professionisti preparati nelle nostre università, spesso in modo eccellente, che scelgono altri Paesi perché lì vedono riconosciute le proprie competenze, la formazione specialistica e anche il valore economico del loro lavoro”.
Secondo la presidente Fnopi, il rafforzamento dei nuovi percorsi formativi dovrà essere accompagnato da interventi sul piano contrattuale, economico e professionale.
“Il tema delle retribuzioni e degli inquadramenti professionali non riguarda soltanto gli infermieri, ma molte professioni in Italia”, ha affermato. “Stipendi e dinamiche contrattuali oggi non sono più adeguati nemmeno all’aumento del costo della vita”.
La Federazione sottolinea inoltre la necessità di incentivare l’ingresso dei giovani nella professione infermieristica, in un contesto segnato dal calo demografico e dalle difficoltà di reclutamento del personale sanitario.
Secondo Mangiacavalli, rendere più attrattiva la professione rappresenta una condizione necessaria sia per trattenere i professionisti formati in Italia sia per sostenere l’evoluzione organizzativa del sistema sanitario nei prossimi anni.