Tre infermieri su quattro dichiarano di essere costretti a lavorare oltre l’orario previsto a causa di incombenze burocratiche e pratiche cliniche. È uno dei dati principali emersi dall’indagine “Vita da infermiere”, realizzata dal Centro studi Nursind tra il 20 aprile e il 5 maggio su oltre 3mila professionisti sanitari, tra infermieri, ostetriche e operatori socio-sanitari, in occasione della Giornata internazionale dell’infermiere del 12 maggio.
Secondo il report, il 76,8% degli intervistati riferisce di prolungare regolarmente il turno di lavoro per attività amministrative e organizzative. L’indagine evidenzia inoltre criticità legate alla sicurezza sul lavoro, alla valorizzazione professionale e al benessere psicofisico del personale sanitario.
Sul fronte della sicurezza, solo il 23,3% dei partecipanti ritiene adeguati i dispositivi e i presidi di protezione disponibili sul luogo di lavoro. Il 20,3% segnala invece gravi carenze o dichiara di sentirsi costantemente a rischio, mentre il 56,4% riferisce comunque alcune criticità nell’organizzazione della sicurezza.
L’indagine rileva anche un diffuso senso di mancato riconoscimento professionale. L’80,2% degli operatori dichiara di sentirsi poco valorizzato o per nulla valorizzato dalla propria azienda sanitaria. In particolare, il 45,2% si considera poco valorizzato e il 35% afferma di non esserlo affatto.
Secondo il report, il 63% degli intervistati ritiene inoltre che le proprie competenze professionali vengano utilizzate solo parzialmente o non vengano utilizzate del tutto. Tra i temi segnalati emergono anche il timore di subire ritorsioni nella segnalazione di errori o criticità organizzative, indicato dal 42% dei partecipanti, e una formazione giudicata non sempre adeguata alle esigenze operative.
Sebbene il 75,5% degli operatori dichiari di aver ricevuto attività formative, quasi la metà del campione, pari al 46,8%, considera questi percorsi poco utili nella pratica quotidiana.
L’indagine affronta anche il tema dell’equilibrio tra vita privata e lavoro. Oltre la metà degli intervistati, il 55,3%, riferisce difficoltà nel mantenere un adeguato work-life balance. Ancora più marcato il dato relativo all’esaurimento emotivo: il 70,2% dichiara di sentirsi emotivamente esausto spesso o sempre durante l’attività lavorativa.
“Lo studio è nato con l’obiettivo di indagare il livello di benessere lavorativo degli operatori sanitari”, ha spiegato Donato Cosi, responsabile del Centro studi Nursind e autore della ricerca. “Un benessere che, numeri alla mano, purtroppo è un obiettivo ancora lontano da raggiungere”.
Per il segretario nazionale del sindacato Andrea Bottega, i risultati della survey confermano criticità già note all’interno del sistema sanitario. “È una realtà che conosciamo dall’interno e che denunciamo da sempre”, ha dichiarato. Bottega ha inoltre collegato il quadro emerso alla ridotta attrattività della professione infermieristica, insieme al tema degli stipendi e della carenza di personale.