AIFA ha approvato la rimborsabilità di pirtobrutinib di Lilly per il trattamento di pazienti adulti con leucemia linfatica cronica (LLC) recidivante o refrattaria, precedentemente trattati con un inibitore covalente della tirosina chinasi di Bruton (BTK). La decisione è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 26 marzo 2026 e colma un gap terapeutico rilevante per i pazienti che hanno esaurito le opzioni disponibili con gli inibitori covalenti di prima e seconda generazione, categoria per la quale fino ad oggi non esisteva una terapia target rimborsata successiva.
La LLC è la forma di leucemia più frequente negli adulti in Occidente, con un'incidenza stimata di 5 casi ogni 100.000 persone e circa 3.000 nuove diagnosi l'anno in Italia. È una patologia tipica dell'età avanzata: il 40% delle diagnosi viene effettuato oltre i 75 anni con un'età media alla diagnosi di circa 70 anni e una lieve prevalenza maschile. Nonostante i progressi terapeutici degli ultimi anni, una quota significativa di pazienti va incontro a recidive multiple o sviluppa resistenza al trattamento, configurando un bisogno clinico non soddisfatto nelle linee terapeutiche avanzate.
Pirtobrutinib è un inibitore non covalente e reversibile della BTK, con un meccanismo d'azione distinto rispetto agli inibitori covalenti di prima generazione (ibrutinib) e seconda generazione (acalabrutinib, zanubrutinib). Il legame non covalente con la proteina target consente al farmaco di mantenere attività inibitoria anche in presenza delle mutazioni del sito C481 di BTK, principale meccanismo molecolare di resistenza acquisita agli inibitori covalenti.
«Grazie al suo meccanismo d'azione unico e reversibile, pirtobrutinib è in grado di superare le resistenze molecolari che si sviluppano durante i trattamenti precedenti, offrendo una nuova e concreta opportunità di controllo della malattia con un profilo di sicurezza molto gestibile» afferma Paolo Ghia, Professore Ordinario di Oncologia Medica, Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
L'approvazione si basa sui risultati di due studi clinici. Lo studio di fase 1/2 BRUIN, pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha dimostrato l'efficacia del farmaco in una popolazione fortemente pretrattata, con risposte cliniche durature anche in casi a prognosi sfavorevole. Lo studio di fase 3 CLL-BRUIN 321 ha successivamente confrontato pirtobrutinib con il trattamento standard di riferimento nello stesso setting, dimostrando la sua superiorità di efficacia.
«I dati clinici dimostrano che pirtobrutinib garantisce un'efficacia significativa in pazienti con LLC recidivante o refrattaria, colmando un importante vuoto terapeutico» afferma Pier Luigi Zinzani, Professore Ordinario di Ematologia, Direttore dell'Istituto di Ematologia "Seràgnoli", Università di Bologna.
Con questa approvazione, pirtobrutinib diventa la seconda indicazione rimborsata in Italia per il farmaco, dopo quella nel linfoma a cellule mantellari recidivante o refrattario ottenuta nel 2023.
«L'approvazione della rimborsabilità di pirtobrutinib rappresenta un cambio di paradigma per i pazienti con LLC che hanno già esaurito le opzioni terapeutiche standard con inibitori di BTK covalenti» spiega Ghia. Sul piano clinico, la disponibilità di un inibitore non covalente di BTK rimborsato introduce una nuova linea terapeutica target per i pazienti con LLC che hanno fallito i BTKi covalenti, ampliando le opzioni disponibili in un setting in cui le alternative erano fino ad ora limitate alla chemioimmunioterapia o a venetoclax.
«Disporre finalmente di questa opzione rimborsata in Italia ci permette di gestire con maggiore flessibilità e precisione il percorso di cura, assicurando ai pazienti una qualità di vita migliore e una risposta prolungata nel tempo, anche dopo il fallimento delle terapie target oggi disponibili» conclude Zinzani.