L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha disposto l’evacuazione di tre persone sintomatiche dalla nave da crociera MV Hondius, interessata da un sospetto focolaio di hantavirus che ha già causato tre decessi. La nave, ferma al largo di Capo Verde, potrà proseguire verso le Isole Canarie, dove passeggeri ed equipaggio saranno sottoposti a controlli sanitari e rimpatriati secondo un protocollo definito con Ecdc e autorità sanitarie nazionali.
Secondo quanto riferito dall’Oms, saranno evacuati via Capo Verde due membri dell’equipaggio con sintomi e una persona considerata contatto stretto di un caso sospetto che ha sviluppato febbre lieve. I pazienti saranno trasferiti dal porto di Praia all’aeroporto cittadino per il trasporto sanitario. Il ministero della Salute spagnolo ha inoltre confermato l’accoglienza della nave nelle Canarie “nel rispetto del diritto internazionale e dello spirito umanitario”.
Le autorità spagnole hanno anche accettato la richiesta dei Paesi Bassi di trasferire nelle Canarie il medico di bordo della Hondius, ricoverato in gravi condizioni e trasportato con un aereo ospedale. La nave, battente bandiera olandese, ospita 88 passeggeri e 59 membri dell’equipaggio di 23 nazionalità.
Secondo il protocollo concordato con l’European Centre for Disease Prevention and Control, una volta giunti alle Canarie passeggeri ed equipaggio saranno sottoposti a valutazione clinica, tracciamento dei contatti e procedure di rimpatrio in sicurezza. Le autorità spagnole hanno precisato che le attività sanitarie verranno svolte in aree dedicate, senza contatti con la popolazione locale.
Sul piano clinico, il professor Gianni Rezza, docente di Igiene e Sanità pubblica all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha spiegato all’ANSA che al momento “non esistono farmaci efficaci contro l’hantavirus” e che nei casi più gravi “l’unica terapia possibile è il supporto intensivo con respirazione artificiale”. Secondo Rezza, gli antivirali testati finora, compresa la ribavirina, non dispongono di evidenze sufficienti di efficacia secondo l’Oms.
L’esperto ricorda inoltre che la trasmissione interumana dell’hantavirus è considerata molto rara e documentata soprattutto per il ceppo Andes circolante in Sud America. Secondo quanto riferito dall’Organizzazione mondiale della sanità, il focolaio della Hondius sarebbe associato proprio al ceppo Andes, variante identificata soprattutto in Argentina e Cile. L’Oms ha comunque indicato che il rischio per la popolazione generale resta basso. Il contagio avviene prevalentemente attraverso il contatto con roditori infetti, con un periodo di incubazione che può arrivare a due-quattro settimane.
Per questo motivo, secondo Rezza, sarà necessaria una sorveglianza clinica prolungata dei passeggeri, “almeno per un mese”, mentre la quarantena generalizzata non viene considerata scientificamente raccomandabile. Tra le misure indicate anche la sanificazione della nave, poiché non è esclusa una possibile contaminazione ambientale a bordo.
Il caso della Hondius rappresenta, secondo gli esperti, una situazione inedita per la gestione di un focolaio di hantavirus in un ambiente chiuso e affollato come una nave da crociera.