L’Organizzazione mondiale della sanità aggiorna il cluster di hantavirus segnalato su una nave da crociera nell’Atlantico: i casi salgono a sette, di cui due confermati con test molecolare, con tre decessi. Il rischio per la popolazione globale è valutato basso.
Secondo l’Oms, sulla base del periodo di incubazione – compreso tra una e sei settimane – è probabile che l’infezione sia avvenuta prima dell’imbarco. L’agenzia valuta inoltre la possibilità di una trasmissione tra persone a stretto contatto, un’eventualità considerata rara ma già documentata in precedenti focolai legati al virus Andes.
La nave, partita da Ushuaia il 1° aprile e diretta verso Capo Verde dopo diverse tappe nell’Atlantico meridionale, trasporta 147 persone tra passeggeri ed equipaggio di 23 nazionalità. I primi sintomi sono stati segnalati il 6 aprile, con un rapido peggioramento clinico in alcuni casi fino a insufficienza respiratoria acuta e shock.
Le indagini epidemiologiche sono in corso per chiarire la fonte dell’esposizione e le modalità di trasmissione. Tra le attività avviate figura anche il tracciamento dei contatti dei passeggeri coinvolti, inclusi quelli di un volo tra Sant’Elena e Johannesburg, dove sono stati trasferiti alcuni casi. Le analisi di laboratorio comprendono test PCR, sierologia e sequenziamento.
Le autorità sanitarie di più Paesi, tra cui Capo Verde, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna e Sudafrica, sono coinvolte nella gestione dell’evento, con misure che includono isolamento dei casi, assistenza medica ed evacuazioni. A bordo, passeggeri ed equipaggio sono stati invitati a restare nelle cabine e a limitare i contatti.
Resta in corso la valutazione sulle modalità di attracco della nave. La Spagna ha indicato che eventuali decisioni saranno prese sulla base dei dati epidemiologici disponibili.
L’infezione da hantavirus è una zoonosi trasmessa principalmente attraverso il contatto con urine, feci o saliva di roditori infetti. Può manifestarsi con febbre, sintomi gastrointestinali e rapido coinvolgimento respiratorio. Non sono disponibili terapie antivirali specifiche; la gestione è di supporto, con monitoraggio intensivo nei casi gravi.
L’Oms conferma che il rischio per la popolazione generale resta basso e non raccomanda restrizioni a viaggi o commerci, mantenendo attivo il monitoraggio della situazione epidemiologica.