Il Sindacato medici italiani (SMI) boccia la bozza di riforma della medicina generale anticipata nelle ultime ore e critica l’ipotesi di riordino dell’assistenza primaria fondata su doppio canale professionale, ruolo unico e maggiore presenza dei medici nelle Case della Comunità.
In una nota la segretaria generale Pina Onotri, medico, afferma che il testo governativo “mantiene tutte le criticità già evidenziate” e contesta in particolare il modello della dipendenza, che secondo il sindacato sarebbe accessibile solo a una quota limitata di professionisti.
Secondo Smi, nella formulazione attuale il passaggio alla dipendenza riguarderebbe soprattutto medici specializzati in cure primarie e medicina di comunità o professionisti con specializzazione internistica. Una prospettiva che, secondo il sindacato, lascerebbe fuori gran parte degli attuali medici di medicina generale.
Per Onotri, il rischio è creare “una dipendenza per pochi”, senza risolvere i problemi organizzativi del territorio.
Il comunicato richiama anche il tema del corso di formazione in medicina generale. Smi ribadisce la richiesta di trasformarlo in specializzazione universitaria, come avviene in altri Paesi europei, contestando però l’assenza di certezze sull’equipollenza per i professionisti già formati.
Secondo il sindacato, l’incertezza sul percorso formativo potrebbe ridurre ulteriormente l’attrattività della professione per i giovani medici.
Tra i punti contestati vi è anche l’ipotesi di obblighi orari aggiuntivi nelle Case della Comunità per i medici convenzionati. Per SMI, i professionisti non possono garantire contemporaneamente l’attività nei propri studi e una presenza strutturata nelle nuove sedi territoriali senza un inquadramento da dipendenti o specialisti ambulatoriali.
Nel mirino anche il sistema di remunerazione legato a obiettivi organizzativi.
La bozza di riforma dovrà proseguire il confronto con Regioni e categorie professionali nelle prossime settimane. Il riordino della medicina generale è uno dei passaggi centrali della riorganizzazione territoriale collegata al Pnrr e alla piena operatività delle Case della Comunità.