Un docente universitario, vincitore di concorso in ambito medico-legale, contesta l’assegnazione a funzioni assistenziali ospedaliere, lamentando l’incompatibilità con la propria attività didattica e l'imposizione d’ufficio del rapporto di esclusività. Emergono profili critici sulla natura degli obblighi derivanti dal bando di concorso e sulla portata dei settori scientifico-disciplinari che integrano ricerca e assistenza. La questione centrale riguarda il confine tra i doveri accademici e l’attività clinica, nonché il diritto del professionista di optare tra il regime intramurario ed extramurario, a fronte di esigenze organizzative aziendali che precluderebbero tale facoltà. La decisione chiarisce se il camice sia un obbligo o una scelta per il professore. (avv.ennio grassini-www.diritttosanitario.net)