Intercettare prima la malattia renale cronica e rallentarne la progressione fino a posticipare di decenni il ricorso alla dialisi. È questo l’obiettivo del progetto PREMIO, la nuova alleanza operativa tra medici di famiglia e nefrologi lanciata dalla Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie e dalla Società Italiana di Nefrologia. Un modello che punta a trasformare la diagnosi precoce e la gestione integrata in pratica corrente sul territorio.
In Italia si stima che circa 5 milioni di persone convivano con una malattia renale cronica, ma una quota rilevante non è consapevole della propria condizione. Una criticità che pesa soprattutto nelle fasi iniziali, quando l’assenza di sintomi evidenti ritarda l’identificazione e riduce le possibilità di intervento tempestivo.
“Le evidenze scientifiche dimostrano che oggi possiamo modificare in modo significativo l’evoluzione della malattia”, spiega Luca De Nicola, presidente della SIN. L’anticipazione diagnostica, insieme a un follow-up condiviso tra territorio e specialistica, consente non solo di rallentare la progressione, ma anche di ridurre il rischio cardiovascolare e ampliare l’accesso a terapie salvavita. PREMIO nasce proprio per colmare il gap tra potenzialità cliniche e pratica quotidiana. Il progetto prevede la costruzione di una rete nazionale in cui medici di medicina generale e nefrologi lavorino in modo strutturato, condividendo strumenti, competenze e percorsi assistenziali. “Il medico di famiglia è il primo punto di contatto con il paziente e può fare la differenza nell’individuazione precoce della malattia”, sottolinea Alessandro Rossi. Il modello organizzativo parte dalla formazione di coppie di professionisti – uno specialista e un medico di medicina generale – che diventeranno referenti locali e formatori, con l’obiettivo di estendere progressivamente il sistema su tutto il territorio.
Il programma si svilupperà lungo tre anni, dal 2026 al 2028. Dopo l’avvio nazionale, sono previsti 24 corsi territoriali e una formazione digitale continuativa per accompagnare la diffusione del modello. L’obiettivo è rendere la diagnosi precoce della malattia renale cronica una pratica sistematica, migliorando l’appropriatezza dei percorsi e la qualità della presa in carico. Oltre all’impatto clinico, l’iniziativa guarda anche alla sostenibilità del Servizio sanitario: intervenire prima significa ridurre il ricorso a dialisi e trapianti e contenere i costi sociali e sanitari. Un approccio che PREMIO ambisce a estendere anche ad altre patologie croniche, rafforzando il ruolo della medicina territoriale in chiave proattiva.