Alcuni medici specializzandi della scuola di Malattie dell’apparato cardiovascolare dell’Università degli Studi di Brescia avrebbero totalizzato oltre 250 ore di lavoro mensili, con giornate da dieci a dodici ore. Lo riporta il Corriere della Sera Milano, riferendo di una segnalazione presentata dall’Associazione Liberi Specializzandi all’ateneo, agli ASST Spedali Civili di Brescia, all’Ispettorato del lavoro e al Ministero dell’Università.
Nella comunicazione richiamata dall’associazione sulla propria pagina Facebook, si legge che “la quasi totalità” degli specializzandi interni avrebbe superato le 200 ore mensili, mentre alcuni avrebbero oltrepassato le 250. Il testo farebbe inoltre riferimento a giornate lavorative di oltre dieci, undici e dodici ore, a fronte delle otto ore previste dal contratto.
Il Corriere Milano riferisce che l’associazione contesta il mancato rispetto dei limiti orari previsti dalla normativa sul lavoro e chiede una revisione immediata dei turni.
Nell’articolo viene riportata anche la posizione dell’Università di Brescia, che dichiara di avere “ben presenti le necessità di vigilanza” sull’impegno orario degli specializzandi e di farsi carico di verificarne le attività insieme alle strutture coinvolte nel percorso formativo. L’ateneo aggiunge di avere sempre raccolto riscontri positivi sul valore complessivo della formazione specialistica.
Secondo quanto riportato dal quotidiano, dopo la segnalazione sarebbe stata espressa in una riunione interna la necessità di rivedere i turni degli specializzandi. Resta da chiarire se, a seguito dell’esposto, verranno avviati accertamenti da parte dell’Ispettorato del lavoro.