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Emofilia
22/04/2026

Emofilia con inibitori, disponibile in Italia concizumab. Prima profilassi per alcuni pazienti

Novo Nordisk rende disponibile in Italia concizumab per pazienti dai 12 anni con emofilia A o B con inibitori. È la prima opzione profilattica indicata per l’emofilia B con inibitori

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Novo Nordisk ha reso disponibile in Italia concizumab, anticorpo monoclonale anti-TFPI indicato per la profilassi di routine degli episodi emorragici in pazienti di età pari o superiore a 12 anni con emofilia A o B con inibitori. Il farmaco, approvato da FDA ed EMA nel dicembre 2024, è la prima e unica opzione profilattica disponibile per i pazienti con emofilia B con inibitori.

L'emofilia colpisce circa 5.000 persone in Italia e circa 1,1 milioni nel mondo. Nella forma grave, il trattamento sostitutivo endovenoso con fattore VIII (emofilia A) o fattore IX (emofilia B) rappresenta lo standard di cura. In circa 30% dei casi gravi di emofilia A e nel 5–10% di quelli di emofilia B, tuttavia, il sistema immunitario sviluppa anticorpi neutralizzanti che azzerano l'efficacia della terapia sostitutiva. «Questo si traduce in un aumento della frequenza e della gravità dei sanguinamenti spontanei, con un impatto importante sulla salute delle articolazioni, aumentando la possibilità di incorrere in disabilità motorie precoci e dolore cronico difficile da gestire» spiega Matteo Di Minno, Professore Ordinario di Medicina Interna, Università Federico II di Napoli; Direttore del Centro Regionale di Riferimento per le Emocoagulopatie

Concizumab è un anticorpo monoclonale diretto contro il TFPI (tissue factor pathway inhibitor), proteina endogena che inibisce la cascata coagulativa a valle dell'attivazione del fattore tissutale. Bloccando il TFPI, il farmaco ripristina la generazione di trombina indipendentemente dalla presenza o dalla funzionalità del fattore VIII o del fattore IX, consentendo la formazione del coagulo anche in presenza di inibitori circolanti. Il meccanismo d'azione è pertanto completamente svincolato dai fattori deficitari, il che ne giustifica l'efficacia trasversale nelle due forme di emofilia e ne fa un agente di bypass di nuova generazione con target molecolare distinto rispetto alle opzioni preesistenti.

«In Italia si contano 138 pazienti con inibitore attivo, di cui solo 7 casi legati all'emofilia B, un dato sottostimato, ma che comunque riguarda una comunità di pazienti che ad oggi non hanno a disposizione una reale opzione terapeutica in profilassi» afferma Cristina Cassone, Presidente Fedemo – Federazione delle Associazioni Emofilici

Il farmaco è ora disponibile in Italia, in formulazione per somministrazione sottocutanea mediante penna portatile premiscelata e preriempita, con posologia giornaliera. La via di somministrazione rappresenta un cambiamento rilevante rispetto alle infusioni endovenose ricorrenti, con potenziali vantaggi in termini di aderenza, autonomia e qualità di vita, in particolare nella popolazione pediatrica e adolescenziale. L'introduzione colma un unmet need clinico di lunga data, in particolare per la sottopopolazione con emofilia B e inibitori, per la quale non esisteva fino ad oggi alcuna strategia profilattica efficace.

Nello studio di fase 3 Eexplorer7 concizumab ha prodotto una riduzione dell'86% del tasso di sanguinamento annualizzato medio (ABR) rispetto al braccio di controllo (1,7 vs. 11,8). L'ABR mediano complessivo nel braccio di trattamento era pari a 0, rispetto a 9,8 in assenza di profilassi. Il profilo di sicurezza e tollerabilità è risultato in linea con le attese dello studio.

Dal punto di vista clinico, concizumab si configura come la prima e unica opzione profilattica per i pazienti con emofilia B con inibitori di età pari o superiore a 12 anni, e come alternativa profilattica sottocutanea per i pazienti con emofilia A con inibitori.

«Grazie alla somministrazione sottocutanea quotidiana, questo farmaco permette finalmente di mantenere livelli emostatici stabili indipendentemente dalla presenza di inibitori, riducendo drasticamente il rischio di emorragie e la conseguente progressione del danno articolare» conclude Rita Carlotta Santoro, Direttore struttura Emofilia, Emostasi e Trombosi, AO Pugliese-Ciaccio di Catanzaro; Presidente AICE.

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