Circa il 70% dei pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave ha raggiunto una cute chiara o quasi chiara dopo 16 settimane di trattamento con zasocitinib, candidato farmaco orale di Takeda. I dati arrivano dai due studi pivotali di fase 3 LATITUDE PsO 3001 e 3002, presentati all’Annual Meeting 2026 della American Academy of Dermatology, in corso a Denver.
Secondo quanto riferito dall’azienda, nei pazienti che hanno proseguito la terapia le risposte cliniche si sono mantenute oltre il 90% fino a 60 settimane.
Zasocitinib (TAK-279) è un inibitore orale altamente selettivo della tirosina chinasi 2 (TYK2), target coinvolto nella cascata infiammatoria della psoriasi attraverso la modulazione di vie come quella dell’interleuchina-23. La somministrazione prevista è una compressa una volta al giorno.
“La nostra ambizione nel trattamento della psoriasi è ottenere una cute chiara o quasi chiara, obiettivo finora raggiunto soprattutto con terapie iniettabili”, ha dichiarato Melinda Gooderham, principal investigator degli studi LATITUDE PsO. “Questi risultati mostrano il potenziale di un’opzione orale con risposta rapida e duratura”.
La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica immunomediata. La forma a placche rappresenta la variante più frequente ed è associata a lesioni cutanee eritematose e desquamanti, prurito e impatto sulla qualità di vita.
Secondo l’azienda, la molecola presenta elevata selettività verso TYK2 rispetto ad altri enzimi della famiglia JAK, aspetto che potrebbe riflettersi sul profilo di sicurezza, tema che richiederà la valutazione regolatoria e dei dati completi.
Oltre alla psoriasi, zasocitinib è in sviluppo clinico anche nell’artrite psoriasica, mentre studi di fase 2 sono in corso nel morbo di Crohn, nella colite ulcerosa, nella vitiligine e nell’idrosadenite suppurativa.
Takeda ha indicato di puntare alla presentazione della domanda di autorizzazione alla U.S. Food and Drug Administration e ad altre autorità regolatorie a partire dall’anno fiscale 2026.