A Roma fino a 800mila cittadini sono senza medico di famiglia. È quanto riferisce Fimmg Lazio, secondo quanto riportato da Adnkronos Salute, che segnala una situazione critica sia nel centro sia nelle periferie della Capitale.
Secondo quanto indicato da Felice de Ruggieri, responsabile della formazione Fimmg Lazio, al 31 dicembre 2024 risultavano oltre 360 posti vacanti in tre Asl, di cui 211 nella Roma 2. Considerando il massimale di 1.500 assistiti per medico, si stimavano oltre 500mila cittadini senza assistenza. A inizio 2026, dopo ulteriori pensionamenti e ritardi nelle coperture, il numero è salito a circa 750-800mila.
Le assegnazioni dei posti sono iniziate solo a gennaio 2026, circa due anni dopo la rilevazione delle carenze. Anche dopo l’assegnazione, l’apertura degli studi richiede tempi non immediati.
Alle criticità legate alla carenza di medici si affiancano problemi organizzativi. L’introduzione del ruolo unico della medicina generale, operativo dal 2025, prevede anche attività nelle Case di comunità, ma secondo Fimmg mancano indicazioni chiare su organizzazione e compensi. Le incertezze e il carico di lavoro incidono sull’attrattività della professione, rendendo difficile coprire le sedi vacanti.
Nel frattempo, sul piano istituzionale, si registra la riapertura del confronto tra Regione e organizzazioni sindacali. L’intersindacale dei medici di medicina generale del Lazio (Fimmg, Smi, Snami, Federazione medici del territorio e Cisl medici) ha comunicato che la Direzione Salute regionale ha disposto la sospensione delle attività di monitoraggio della spesa farmaceutica e della nota del 15 gennaio 2026 sulla riorganizzazione territoriale, nelle more della definizione del nuovo Accordo integrativo regionale.
A seguito della sospensione, i sindacati hanno accettato di riprendere il confronto e parteciperanno al tavolo di trattativa convocato per il 9 aprile. Le organizzazioni mantengono tuttavia lo stato di mobilitazione, segnalando criticità ancora aperte, tra cui la definizione del ruolo del medico di medicina generale nella gestione dei pazienti cronici e fragili e le modalità di attribuzione dei nuovi incarichi nelle Aziende sanitarie locali.
Secondo quanto riportato dall’intersindacale, l’assenza di una regolamentazione condivisa sugli incarichi può determinare applicazioni difformi a livello territoriale e incidere sull’organizzazione dell’assistenza.