L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Europa monitora il focolaio di meningite da meningococco B nel Kent, nel Regno Unito, e ribadisce che diagnosi e trattamento precoci sono determinanti per ridurre la mortalità. In una nota, l’agenzia segnala che le autorità sanitarie britanniche stanno gestendo l’epidemia con misure mirate, tra cui profilassi antibiotica per i casi sospetti o confermati e campagne vaccinali con vaccino MenB.
Secondo quanto riferito dall’Oms, il focolaio ha registrato oltre 20 casi tra confermati e probabili. L’organizzazione è in contatto con le autorità sanitarie del Regno Unito e si dichiara pronta a fornire supporto, se necessario.
L’agenzia ricorda che la trasmissione del meningococco richiede contatti stretti e prolungati e che i focolai restano eventi rari, più probabili in contesti affollati. I sintomi possono evolvere rapidamente e includono febbre, cefalea intensa, rigidità del collo, fotofobia, vomito, confusione ed eruzione cutanea. In questo quadro, una diagnosi tempestiva e l’avvio rapido della terapia antibiotica sono indicati come fattori determinanti per l’esito clinico.
Sul fronte della prevenzione, l’Oms sottolinea che sono disponibili vaccini contro diversi sierogruppi meningococcici, ma nessuno copre tutte le varianti. Le autorità britanniche raccomandano pertanto la vaccinazione specifica contro il meningococco B anche nei soggetti già vaccinati contro i sierogruppi A, C, W e Y.
Nel documento si richiama inoltre il piano globale “Sconfiggere la meningite entro il 2030”, che punta a eliminare le epidemie di meningite batterica e a ridurre casi, decessi e disabilità associate alla malattia.