"Nel caleidoscopio della sanità italiana può succedere anche che un medico gettonista over 70 lavori indisturbato in corsia aggirando le restrizioni imposte dal ministero della Salute". Con queste parole il segretario nazionale dell'Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, interviene sulla vicenda del medico ultrasettantenne richiamato dalla pensione e impiegato nei pronto soccorso della provincia di Frosinone, che secondo quanto emerso avrebbe percepito oltre 35mila euro per il solo mese di gennaio. Il sindacato dei medici ospedalieri stigmatizza la vicenda sotto due profili. Da un lato la questione della sicurezza: "Considerata l'età – sottolinea Di Silverio – è molto rischioso consentire di coprire addirittura 36 turni in un mese, in barba a tutte le norme di sicurezza per i pazienti e anche per l'ospedale stesso". Dall'altro lato il tema economico: "È inammissibile che le aziende accettino di corrispondere a un solo medico una retribuzione mensile pari a quella annuale di un suo collega".
Il caso è esploso nei giorni scorsi dopo che diversi organi di informazione hanno raccontato la storia di un medico gettonista ultrasettantenne che a gennaio avrebbe lavorato 442 ore, coprendo circa 36 turni da 12 ore nei pronto soccorso della provincia. Un impegno che gli avrebbe consentito di superare i 35mila euro di compenso in un solo mese. A intervenire per chiarire la vicenda è stata la direzione strategica dell'Asl di Frosinone, che in una nota ha precisato come la cifra riportata sia da considerare "un valore lordo stipendiale", previsto dalle tariffe per il lavoro svolto e riferito a un periodo particolarmente critico. L'azienda sanitaria spiega infatti che il ricorso a un numero elevato di turni è stato determinato da una concomitanza di fattori: assenze di personale medico, picco influenzale e lo slittamento dell'avvio della gara d'appalto per i servizi di emergenza-urgenza inizialmente prevista per il 1° gennaio 2026.
Secondo l'azienda, le misure adottate sono state necessarie per garantire la copertura dei turni nei pronto soccorso e assicurare la continuità dei servizi di emergenza-urgenza sul territorio provinciale. La Asl ricorda inoltre che, nonostante l'attivazione di un concorso per il reclutamento di 20 medici di pronto soccorso, non è arrivata alcuna candidatura, rendendo impossibile procedere alle assunzioni previste. Per assicurare la piena operatività dei quattro pronto soccorso della provincia, l'azienda ha quindi avviato una gara d'appalto per i servizi di emergenza-urgenza, con l'obiettivo di costruire un modello organizzativo più stabile. La nuova organizzazione è entrata pienamente in vigore dal 15 febbraio 2026.
La vicenda ha acceso il dibattito anche nel mondo scientifico. Su X l'infettivologo Matteo Bassetti ha evidenziato il divario tra il compenso percepito dal gettonista e quello dei medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale: secondo il direttore delle malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, un dirigente medico neoassunto guadagna mediamente meno di 3mila euro netti al mese, cifra che sale a circa 4mila per i più anziani. "Questo medico ha incassato in trenta giorni quello che un collega dipendente mette insieme in quasi un anno", ha osservato, sollevando anche interrogativi sul rispetto delle norme sugli orari di lavoro e sui riposi.Una posizione condivisa anche dal virologo Roberto Burioni, che ha rilanciato l'intervento di Bassetti sottolineando la necessità di regole nazionali più stringenti. Per l'Anaao, il caso riporta comunque al centro un problema strutturale. "Resta inadeguata la politica di assunzioni di medici e dirigenti sanitari e pressoché assente una strategia per rendere attrattivo il lavoro del medico in ospedale", conclude Di Silverio. Da qui la richiesta di "un progetto per la sanità e i suoi professionisti" e di una riforma del sistema che intervenga su lavoro, responsabilità, formazione e retribuzioni.