Le differenze regionali nell’applicazione dei Livelli essenziali di assistenza incidono sull’accesso alle prestazioni sanitarie e contribuiscono ad ampliare il problema delle liste d’attesa. è la posizione espressa dalla FNOMCeO durante l’audizione alla Camera dei Deputati nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’attuazione dei Lea e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni.
Secondo il vicepresidente della federazione, Giovanni Leoni, i Lea rappresentano ”il perno del Servizio sanitario nazionale e il patto fondamentale tra lo Stato e i cittadini”, ma persistono criticità nella loro applicazione concreta.
“A distanza di anni dalla loro revisione e aggiornamento – ha affermato – permangono differenze marcate tra Regioni che si traducono in disuguaglianze di accesso, tempi di attesa non omogenei e variabilità nella qualità delle cure”.
Nel corso dell’audizione la federazione ha indicato tra le priorità il rafforzamento del sistema di garanzia dei Lea, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze territoriali e assicurare un livello uniforme di prestazioni su tutto il territorio nazionale.
Secondo la Fnomceo, il rapporto tra Lea e liste d’attesa è diretto: “Le liste d’attesa rappresentano una delle criticità più pressanti e attuali del Servizio sanitario nazionale, compromettendo fortemente l’accesso equo alle cure”.
La federazione ha inoltre proposto di rafforzare il ruolo del Ministero della Salute come cabina di regia nazionale per garantire una maggiore uniformità nell’applicazione dei Lea.
Nel corso dell’intervento è stato richiamato anche il pronunciamento della Corte costituzionale (sentenza n. 195 del 2024), secondo cui la spesa destinata a garantire i Livelli essenziali di assistenza e il nucleo essenziale del diritto alla salute deve essere considerata costituzionalmente necessaria e non può essere oggetto di tagli lineari che compromettano l’erogazione delle prestazioni.
La Fnomceo ha infine ribadito la necessità di investire nel Servizio sanitario nazionale e di valorizzare il ruolo dei professionisti sanitari nei processi decisionali e organizzativi del sistema.