Oggi il Parkinson riguarda oltre 6,5 milioni di persone nel mondo e circa 300.000 solo in Italia. È la seconda malattia neurodegenerativa più diffusa dopo l’Alzheimer.
La Giornata Mondiale del Parkinson dello scorso 11 aprile ha rappresentato un momento importante per sensibilizzare, informare e sostenere chi vive questa condizione.
Essere consapevoli dei segnali precoci e adottare stili di vita sani sono azioni che possiamo intraprendere quotidianamente per migliorare la vita di chi convive con il Parkinson.
In quell’occasione la Fondazione LIMPE per il Parkinson ha presentato il decalogo “Parkinson: 10 cose da sapere”, un documento essenziale che aiuta la popolazione a riconoscere i segnali iniziali della malattia e suggerisce comportamenti quotidiani utili a favorire la salute del cervello.
Il decalogo richiama l’attenzione su alcuni sintomi iniziali spesso ignorati, come i disturbi comportamentali del sonno REM, la riduzione dell’olfatto, la stitichezza persistente, il tremore, la rigidità o la lentezza dei movimenti, e invita ad adottare abitudini che possono favorire un migliore benessere neurologico. Tra queste, un ruolo centrale è assegnato all’attività fisica.
L’esercizio fisico rappresenta oggi un elemento cardine nella gestione della malattia di Parkinson. Le evidenze disponibili ne supportano il ruolo sia nel controllo dei sintomi sia, potenzialmente, nel modificare il decorso della malattia. Studi randomizzati e metanalisi dimostrano che programmi regolari di attività fisica aerobica, esercizi di resistenza e training dell’equilibrio migliorano in modo significativo i sintomi motori e la qualità della vita, con effetti positivi anche su alcuni sintomi non motori. Inoltre, livelli elevati e mantenuti di attività fisica sono associati a un decorso clinico più favorevole nel lungo termine.
L’esercizio, se iniziato precocemente e mantenuto nel tempo, può rallentare il declino funzionale e contribuire a preservare autonomia e partecipazione alle attività quotidiane. Evidenze recenti suggeriscono anche un possibile effetto neuroprotettivo e neuromodulatore, rafforzando il concetto dell’esercizio come terapia nel Parkinson.
In questo contesto, le linee guida raccomandano programmi multimodali e personalizzati, con esercizio aerobico di intensità moderata o elevata almeno tre volte alla settimana, integrato da training di forza ed equilibrio.
Bibliografia
• Ernst M, et al. Physical exercise for people with Parkinson’s disease. Cochrane Database Syst Rev. 2023.
• Langeskov-Christensen M, et al. Exercise as medicine in Parkinson’s disease. J Neurol Neurosurg Psychiatry. 2024.
1. Disturbi del sonno. Sogni molto vividi, agitati o “movimentati” possono essere un indicatore precoce.
2. Perdita dell’olfatto. Una riduzione significativa della capacità di percepire odori è un sintomo iniziale frequente.
3. Stitichezza persistente. Alterazioni gastrointestinali possono comparire molti anni prima dei sintomi motori.
4. Tremore, rigidità o movimenti più lenti. Anche piccoli cambiamenti nei movimenti quotidiani meritano attenzione.
5. Scrittura più piccola o voce più debole. Micrografia e diminuzione del volume della voce possono rappresentare segnali precoci.
1. Fare attività fisica regolarmente. Il movimento contribuisce alla protezione della salute cerebrale.
2. Seguire una dieta equilibrata. Frutta, verdura e alimentazione mediterranea supportano il benessere del sistema nervoso.
3. Proteggersi dall’esposizione a sostanze tossiche ambientali. Ridurre il contatto con pesticidi, solventi e inquinanti aiuta a proteggere il sistema nervoso.
4. Dormire bene e mantenere ritmi regolari. Il sonno è essenziale per i processi di recupero e protezione del cervello.
5. Non ignorare i segnali e parlarne con il medico. Una diagnosi precoce consente trattamenti più efficaci e personalizzati.
Alessandro Tessitore