L’Asl di Brindisi recluta medici neolaureati senza specializzazione per rafforzare gli organici dei pronto soccorso di Brindisi, Francavilla Fontana e Ostuni. Gli incarichi, di lavoro autonomo e con durata massima di sei mesi, prevedono un compenso di 50 euro lordi l’ora per i laureati e di 60 euro per i medici specializzati. I professionisti potranno occuparsi esclusivamente dei codici bianchi e verdi.
Il direttore generale dell’Asl, Maurizio De Nuccio, ha precisato che non si tratta di gettonisti ma di un’iniziativa già sperimentata in passato, in particolare nel pronto soccorso dell’ospedale di Lecce, dove giovani medici affiancano il personale strutturato da circa un anno. Attualmente sono cinque e operano solo sui casi a bassa complessità.
Secondo quanto riportato da la Repubblica, l’avviso richiede ai candidati la partita Iva e non prevede l’obbligo della specializzazione. Si tratta di una misura straordinaria, legata alla carenza di specialisti in medicina d’urgenza, che non garantisce continuità nel tempo: molti giovani medici interrompono l’incarico dopo pochi mesi per l’accesso alle scuole di specializzazione.
L’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, ha riconosciuto la difficoltà nel reperire professionisti della medicina d’urgenza, sottolineando che il problema riguarda l’intero Paese. Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, ha espresso scetticismo sulla capacità attrattiva del bando: “Con quei compensi, dubito arriveranno candidature”, pur riconoscendo che l’azienda sanitaria si trova in assenza di alternative.
Nel frattempo, in altre realtà regionali si è fatto ricorso ai medici cosiddetti gettonisti tramite cooperative esterne per garantire la copertura dei turni. Il modello pugliese punta invece su incarichi diretti a giovani laureati, limitandone l’attività ai codici minori nel tentativo di alleggerire il carico assistenziale dei pronto soccorso.