La Camera ha approvato il decreto Milleproroghe con 154 voti favorevoli, 64 contrari e quattro astenuti, confermando tra le misure sanitarie la possibilità per i medici ospedalieri di restare in servizio fino a 72 anni anche nel 2026 e la proroga dell’esclusione dal regime di incompatibilità per gli infermieri dipendenti delle Asl. Il provvedimento, modificato durante l’esame in Commissione Bilancio, passa ora al Senato per l’esame finale in vista della conversione in legge entro il primo marzo.
Il decreto, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi, interviene su un ampio insieme di scadenze e misure settoriali. Nel corso dell’esame parlamentare sono state introdotte modifiche anche in ambito sanitario. In particolare, è stata confermata la possibilità per i medici ospedalieri di rimanere al lavoro su base volontaria o di essere richiamati in servizio, se già in pensione, fino al compimento dei 72 anni anche nel 2026, in relazione alla carenza di personale sanitario. La misura esclude gli incarichi apicali e i docenti universitari.
Tra gli interventi approvati figura inoltre la proroga per due anni dell’esclusione dal regime di incompatibilità, al di fuori dell’orario di lavoro, per gli infermieri dipendenti delle aziende sanitarie locali. Il testo mantiene per il 2026 anche l’efficacia del cosiddetto scudo penale, già previsto nella versione originaria del decreto.
Ulteriori disposizioni riguardano il differimento al 2027 dell’obbligo di stipulare una polizza assicurativa per chi assume incarichi connessi alla gestione di risorse pubbliche sottoposte alla giurisdizione della Corte dei conti.
Nel corso dell’esame in Commissione è stato inoltre approvato il rifinanziamento del Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione con 10 milioni e l’istituzione di risorse per l’assistenza sanitaria ai profughi provenienti dall’Ucraina, con 45 milioni per il 2026 e nove milioni per l’anno successivo da destinare alle Regioni.
Con il voto dell’Aula di Montecitorio si conclude l’esame alla Camera e il testo viene trasmesso a Palazzo Madama per il passaggio conclusivo del percorso parlamentare.