Un aggiornamento costruito attraverso un percorso tecnico condiviso e orientato a rafforzare appropriatezza prescrittiva, sicurezza clinica e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. È la valutazione espressa da organizzazioni della medicina generale e società scientifiche di area gastroenterologica sulla Nuova Nota 1 dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) relativa agli inibitori di pompa protonica (IPP), come riportato in un comunicato congiunto firmato da Fimmg, Fnomceo, Fmt, Sifo, Simg, Smi, Snami e dalle società scientifiche Simi, Sige, Aigo e Sied.
«Una revisione che è il risultato di un ampio lavoro tecnico condiviso tra Aifa, rappresentanze della medicina generale, società scientifiche e professionisti del settore, con l’obiettivo di garantire appropriatezza prescrittiva, sicurezza clinica e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale», si legge nella nota.
Secondo le organizzazioni firmatarie, il documento regolatorio ridefinisce le condizioni d’uso degli IPP sulla base delle evidenze scientifiche più aggiornate e valorizza il ruolo clinico del medico nella valutazione individuale del paziente con patologie acido-correlate. L’attenzione viene posta anche sull’ampia diffusione dell’impiego cronico di questa classe farmacologica.
Il comunicato sottolinea la necessità di rivalutazioni periodiche del trattamento e la possibilità di de-prescrizione quando clinicamente appropriata. «Un intervento importante anche in considerazione del fatto che l’uso prolungato non giustificato è stato associato a possibili effetti avversi, tra cui infezioni gastrointestinali, disbiosi, ipomagnesiemia, deficit di vitamina B12, aumento del rischio di fratture e nefropatia cronica», proseguono le sigle.
Le organizzazioni ribadiscono infine l’impegno congiunto verso una prescrizione basata sulle evidenze e orientata alla qualità delle cure, evidenziando la collaborazione tra istituzioni regolatorie e comunità professionale nel percorso di aggiornamento delle indicazioni sugli IPP.