Oltre la metà dei medici statunitensi riferisce sintomi di burnout e circa 400 professionisti ogni anno muoiono per suicidio. I dati sono stati richiamati durante un’audizione della Commissione speciale del Senato sull’invecchiamento, dedicata al crescente abbandono della professione medica e alle possibili misure per favorire la permanenza in servizio.
Alma Littles, preside della Florida State University College of Medicine, ha evidenziato che i tassi di depressione tra studenti di medicina e medici in formazione risultano dal 15% al 30% superiori rispetto alla popolazione generale. “Un medico che lascia la pratica può lasciare senza accesso alle cure tra 2.000 e 3.000 pazienti”, ha affermato, sottolineando l’impatto diretto sull’assistenza.
Tra le principali cause indicate dai testimoni figurano il peso degli adempimenti amministrativi e regolatori e le procedure di autorizzazione preventiva richieste dai piani assicurativi prima dell’erogazione di determinate prestazioni. Secondo Jeffrey Smith della Medical Group Management Association, tra le strutture che negli ultimi tre anni hanno perso almeno un medico per burnout, il 75% attribuisce un ruolo al carico regolatorio. I fattori finanziari rappresentano la seconda causa più citata.
Nel corso dell’audizione è stato richiamato un disegno di legge sostenuto da oltre 60 senatori che mira a semplificare e digitalizzare le procedure di autorizzazione preventiva nei piani Medicare Advantage, fissando tempi certi di risposta. I Centers for Medicare & Medicaid Services hanno inoltre annunciato un progetto pilota in sei Stati per estendere strumenti analoghi anche al Medicare tradizionale.
Un altro tema affrontato riguarda i modelli organizzativi dell’assistenza. Lee Gross, fondatore di uno studio di cure primarie in Florida, ha descritto il passaggio a un modello basato su quota mensile fissa, senza intermediazione assicurativa, come soluzione per ridurre burocrazia e incertezza economica. Alcuni senatori hanno tuttavia espresso preoccupazione per il rischio di minore accessibilità per i pazienti con minori risorse.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla salute mentale dei professionisti. È stato ricordato il Dr. Lorna Breen Health Care Provider Protection Act, approvato nel 2022 e recentemente rifinanziato, che promuove l’accesso a supporto psicologico e la revisione delle domande sulla salute mentale nei processi di abilitazione e accreditamento. Secondo quanto riferito in audizione, i programmi finanziati hanno registrato una riduzione del 35% del turnover del personale e del 50% delle condizioni di disagio mentale nei contesti coinvolti.
Dall’audizione emerge la richiesta di interventi su semplificazione amministrativa, organizzazione dei modelli assistenziali e tutela del benessere dei clinici, con l’obiettivo dichiarato di contrastare l’uscita dei medici dalla pratica e preservare l’accesso alle cure.