I relatori al Dl Milleproroghe hanno depositato alla Camera un pacchetto di 11 emendamenti che prevede, tra le altre misure, il rinvio al 1° gennaio 2027 dell’obbligo di stipulare una polizza assicurativa per chi assume incarichi con gestione di risorse pubbliche e sottoposizione alla giurisdizione della Corte dei conti.
L’obbligo era stato introdotto dall’ultima legge di Bilancio nell’ambito della riforma della Corte dei conti. Lo slittamento riguarda gli incarichi comportanti responsabilità nella gestione di fondi pubblici.
Gli emendamenti sono stati presentati dai relatori Mauro D’Attis (FI), Alessandro Colucci (Nm), Simona Bordonali (Lega) e Giovanni Luca Cannata (FdI) nell’ambito dell’esame del decreto presso le Commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera. Le Commissioni hanno fissato alle 21,15 del 17 febbraio il termine per la presentazione dei subemendamenti. L’esame del provvedimento riprenderà al termine delle votazioni dell’Assemblea di Montecitorio e proseguirà tra il pomeriggio di mercoledì e la mattina di giovedì. Il decreto è atteso in Aula venerdì per l’avvio della discussione generale, con preannunciata questione di fiducia.
Tra le altre misure contenute nel pacchetto figura la proroga anche per il 2026 dell’assistenza sanitaria ai profughi ucraini presenti in Italia. È previsto un fondo istituito presso il ministero della Salute con una dotazione di 45 milioni di euro per il 2026 e 9 milioni per il 2027, da destinare alle Regioni.
Gli emendamenti considerano inoltre valide, limitatamente al 2025, le tariffe Tari se inserite nel portale del federalismo fiscale entro il 6 marzo. Viene prorogato per il 2026 il trattamento di mobilità in deroga per i lavoratori delle aree di crisi industriale complessa.
È prevista infine la possibilità di proseguire fino al 31 dicembre 2027 l’affidamento in corso del servizio idrico integrato nell’ambito territoriale ottimale Marche Centro-Macerata, a condizione che i gestori pubblici uscenti presentino entro il 30 novembre 2027 l’eventuale proposta di affidamento diretto a società in house.
Il provvedimento prosegue ora il suo iter parlamentare alla Camera.