Nel 2025 nei Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo i casi di morbillo risultano in diminuzione rispetto all’anno precedente, ma restano superiori ai livelli registrati nel 2023. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento pubblicato dall’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), che richiama l’attenzione sull’importanza di verificare lo stato vaccinale in vista del consueto picco stagionale tra fine inverno e inizio primavera.
Secondo i dati preliminari, nel corso del 2025 sono stati notificati migliaia di casi nei Paesi Ue/See, con alcuni decessi associati all’infezione. L’Ecdc sottolinea che la trasmissione è avvenuta prevalentemente a livello comunitario, all’interno dei singoli Paesi che hanno segnalato i casi.
L’analisi evidenzia che la grande maggioranza delle persone colpite non era vaccinata. Per prevenire focolai e proteggere le persone più vulnerabili, come i bambini troppo piccoli per essere immunizzati o i soggetti che non possono ricevere il vaccino per motivi medici, è necessario che almeno il 95% della popolazione eleggibile sia vaccinato con due dosi di vaccino contenente il morbillo, secondo le raccomandazioni nazionali.
Particolarmente colpiti risultano i bambini sotto i cinque anni, che rappresentano una quota rilevante dei casi notificati. Tuttavia, il morbillo interessa tutte le fasce di età. Tra adolescenti e adulti con stato vaccinale noto, la maggior parte non aveva ricevuto alcuna dose di vaccino. L’Ecdc invita quindi anche queste categorie a verificare la propria copertura e, se necessario, completare il ciclo vaccinale.
“Questi numeri dimostrano che i casi di morbillo restano preoccupanti nonostante il calo rispetto all’anno precedente”, ha dichiarato Sabrina Bacci, responsabile del programma Ecdc per le malattie prevenibili da vaccino e l’immunizzazione. “Disponiamo di un vaccino efficace e sicuro. Eliminare il morbillo dovrebbe essere possibile se agiamo insieme”.
L’Ecdc ricorda che il morbillo è una malattia altamente contagiosa, trasmissibile per via aerea, e che un’adeguata copertura vaccinale rappresenta lo strumento principale per interrompere la trasmissione e prevenire nuovi focolai.