L'Unione Europea dei Medici di Medicina Generale e di Famiglia (UEMO) interviene nel dibattito italiano sulla possibile trasformazione dei medici di famiglia nel rapporto con il Servizio sanitario nazionale e invita a preservare i principi che caratterizzano la medicina generale in Europa. Lo afferma un appello diffuso l'8 giugno e firmato dal presidente Tiago Villanueva, nel quale l'organizzazione esprime preoccupazione per eventuali riforme che possano compromettere continuità delle cure, rapporto fiduciario tra medico e paziente, autonomia professionale e prossimità dell'assistenza sul territorio.
Nel documento, UEMO sostiene che i sistemi sanitari più efficaci e sostenibili siano quelli che investono in una medicina generale forte, radicata nelle comunità e fondata su una relazione stabile tra cittadino e medico di famiglia. Secondo l'organizzazione, tale rapporto rappresenta un elemento essenziale per la qualità delle cure, la prevenzione, la gestione delle patologie croniche e l'appropriatezza degli interventi sanitari.
L'appello cita inoltre alcuni possibili effetti associati a una trasformazione dei medici di medicina generale in dipendenti del Servizio sanitario nazionale. Tra questi vengono indicati il rischio di indebolire il rapporto personale e fiduciario con i pazienti, ridurre la continuità assistenziale, limitare l'autonomia organizzativa e professionale, rendere la professione meno attrattiva per le nuove generazioni di medici e aumentare i costi di gestione del sistema senza evidenze di un miglioramento dell'assistenza.
Secondo UEMO, le principali sfide della sanità territoriale – dalla carenza di medici all'invecchiamento della popolazione, fino all'aumento delle patologie croniche e alla necessità di una maggiore integrazione multiprofessionale – dovrebbero essere affrontate rafforzando la medicina generale e dotandola di adeguati strumenti organizzativi, tecnologici e professionali.
Per questo motivo l'organizzazione europea invita le autorità italiane a promuovere un confronto aperto e costruttivo con le rappresentanze della medicina generale, con l'obiettivo di individuare soluzioni condivise che preservino i punti di forza dell'attuale modello e ne favoriscano l'evoluzione in risposta ai bisogni futuri della popolazione.
La presa di posizione è stata rilanciata dalla Federazione Italiana Medici di Famiglia (FIMMG). Nel comunicato che accompagna l'appello europeo, il segretario generale Silvestro Scotti afferma che il documento conferma la necessità di valorizzare il modello della medicina generale basato sulla convenzione e sul rapporto fiduciario con i cittadini.