Confermati due casi di infezione da virus Nipah nello Stato indiano del Bengala Occidentale, con 196 contatti tracciati e risultati tutti negativi. Il ministero della Salute indiano ha smentito la circolazione di “cifre speculative e non corrette” e ha riferito che i casi sono stati contenuti con misure di sorveglianza rafforzata. Thailandia e Malaysia hanno nel frattempo rafforzato i controlli sanitari sui viaggiatori provenienti dalle aree interessate.
Le autorità indiane hanno dichiarato di aver attivato attività di sorveglianza intensificata, test di laboratorio e indagini sul campo. I contatti collegati ai due casi sono stati monitorati e sottoposti a test, senza evidenza di ulteriori infezioni o comparsa di sintomi.
Sul piano regionale, la Thailandia ha introdotto misure aggiuntive negli aeroporti, con procedure di screening sui passeggeri provenienti dal Bengala Occidentale, aree di parcheggio dedicate per gli aeromobili e obbligo di dichiarazioni sanitarie prima dei controlli di immigrazione. La Malaysia ha annunciato un rafforzamento dei controlli sanitari nei porti di ingresso internazionali, in particolare per i viaggiatori provenienti da Paesi considerati a rischio.
Il virus Nipah è una zoonosi che può essere trasmessa all’uomo da animali, in particolare pipistrelli frugivori e suini, e in alcuni casi anche da persona a persona o attraverso alimenti contaminati. L’infezione può manifestarsi con quadri clinici variabili, da forme asintomatiche a infezioni respiratorie acute ed encefalite. Il periodo di incubazione è generalmente compreso tra quattro e quattordici giorni.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il virus Nipah è inserito tra i patogeni prioritari per il suo potenziale epidemico. Non esistono attualmente vaccini o terapie specifiche per la prevenzione e il trattamento dell’infezione. La letalità stimata varia tra il 40% e il 75%, dato che si riferisce a focolai precedenti.
Il virus è stato identificato per la prima volta nel 1998 in Malaysia, in un focolaio che ha coinvolto principalmente allevatori di suini. In India, episodi di infezione sono stati segnalati in passato, con focolai documentati nel Bengala Occidentale nel 2001 e nel Kerala nel 2018 e nel 2023.
Le autorità sanitarie continuano a monitorare la situazione, mantenendo attive le misure di sorveglianza e controllo nei Paesi interessati.