Dal 1° febbraio 2026 entreranno in vigore nel Lazio le nuove regole sulla validità delle impegnative per visite specialistiche ed esami diagnostici, previste da una delibera della Regione Lazio che approva le “Indicazioni per la corretta modalità di prescrizione e ridefinizione degli ambiti di garanzia ai fini del governo delle liste d’attesa”. Le misure saranno operative a regime dalla stessa data.
Il provvedimento lega la durata della prescrizione alla classe di priorità indicata dal medico al primo accesso e supera il limite uniforme dei 180 giorni. In base alla tabella allegata alla delibera, la validità scende a 10 giorni per le prescrizioni urgenti (U), a 20 giorni per le brevi (B), a 40 giorni per le visite e 70 giorni per gli esami nelle prescrizioni differibili (D) e a 130 giorni per le programmate (P). La prescrizione deve essere utilizzata per prenotare entro questi termini; se la prenotazione avviene nei tempi, la validità amministrativa resta fino all’effettiva erogazione della prestazione.
La delibera chiarisce che le nuove scadenze riguardano il primo accesso e che il medico deve sempre indicare la classe di priorità in base al criterio clinico. Per le prescrizioni brevi e differibili è previsto l’obbligo di informare il paziente sulla necessità di procedere rapidamente alla prenotazione e sulla data di scadenza della ricetta.
Sul piano operativo, la riduzione dei tempi di validità incide direttamente sul funzionamento del sistema di prenotazione regionale. Quando una ricetta scade senza che la prestazione sia stata erogata, la richiesta viene cancellata dal sistema ReCUP e il cittadino, per poter prenotare nuovamente, deve ottenere una nuova impegnativa dal medico di medicina generale. Il meccanismo riguarda anche le visite di controllo programmate oltre i sei mesi e le prestazioni che non trovano disponibilità nei tempi previsti.
A commentare la misura è Alessio D’Amato, consigliere regionale e responsabile Welfare di Azione: “Il punto fondamentale è cosa accade quando scade la ricetta senza avere ottenuto l’appuntamento. Inizierà un vero e proprio calvario: i pazienti dovranno tornare dal medico di medicina generale per una nuova prescrizione o pagare di tasca propria”. D’Amato segnala inoltre che per le classi breve e differita la validità delle ricette è stata ridotta rispettivamente a 20 e 40–70 giorni, aumentando il rischio di scadenza prima dell’erogazione della prestazione.
Secondo D’Amato, il nuovo meccanismo può aumentare il carico burocratico per medici e cittadini e incidere sul monitoraggio dei tempi di attesa, perché le richieste scadute non vengono più tracciate dal sistema. L’esponente di Azione invita la Regione a chiarire come intende garantire trasparenza e continuità nell’erogazione delle prestazioni, evitando disagi per i pazienti e per i medici di medicina generale.
La delibera regionale inquadra la misura nell’ambito delle azioni di governo delle liste d’attesa e di rafforzamento dell’appropriatezza prescrittiva, prevedendo anche una ridefinizione degli ambiti di garanzia territoriali e indicazioni operative per la gestione delle agende di prenotazione. Le disposizioni saranno pubblicate sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio.