Gli Stati Uniti hanno notificato il ritiro dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), motivando la decisione anche con presunte carenze nella gestione della pandemia da Covid-19. In un comunicato ufficiale, l’Oms respinge le accuse e ricostruisce le principali tappe delle prime allerte internazionali e delle raccomandazioni fornite ai governi tra dicembre 2019 e gennaio 2020.
Secondo l’agenzia, dopo le prime segnalazioni di casi di “polmonite di origine sconosciuta” a Wuhan il 31 dicembre 2019, l’Oms ha richiesto immediatamente ulteriori informazioni alla Cina e ha attivato il proprio sistema di gestione delle emergenze. Entro l’11 gennaio 2020, data del primo decesso segnalato, l’organizzazione riferisce di avere già informato la comunità internazionale attraverso canali ufficiali, comunicazioni pubbliche e la pubblicazione di indicazioni operative per i Paesi.
Il 30 gennaio 2020 il direttore generale ha dichiarato l’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale ai sensi del Regolamento sanitario internazionale, quando fuori dalla Cina risultavano meno di 100 casi e nessun decesso segnalato. Nelle settimane successive, l’Oms afferma di avere sollecitato ripetutamente i governi ad adottare misure tempestive per proteggere la popolazione e i sistemi sanitari.
Il comunicato precisa che l’Oms ha raccomandato l’uso di mascherine, vaccini e il distanziamento fisico, ma non ha mai indicato l’introduzione di obblighi o lockdown, rimettendo le decisioni operative alla responsabilità dei singoli governi.
Rispondendo all’accusa di avere ostacolato la condivisione delle informazioni e di avere “occultato” eventuali criticità, l’organizzazione ribadisce di avere condiviso in modo rapido e trasparente tutte le informazioni disponibili, basando le proprie indicazioni sulle migliori evidenze scientifiche.
L’Oms contesta anche l’affermazione secondo cui sarebbe guidata da un’agenda politicizzata o da Paesi ostili agli interessi statunitensi, ribadendo la propria natura di agenzia tecnica delle Nazioni Unite, governata da 194 Stati membri e improntata a criteri di imparzialità.
Nel comunicato viene infine richiamato il rafforzamento dei sistemi di preparazione e risposta alle emergenze dopo le valutazioni indipendenti sulla pandemia e l’adozione del WHO Pandemic Agreement, in attesa di ratifica.