Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del Ministero della Salute, il disegno di legge delega per la riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e per la revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale.
Il provvedimento, riferisce una nota del ministero, mira a intervenire sui modelli organizzativi introducendo nuovi assetti per la rete ospedaliera e rafforzando l’integrazione tra ospedale e territorio. Il ministro della Salute Orazio Schillaci, professore ordinario, ha dichiarato che l’obiettivo è rendere il sistema più capace di rispondere ai fabbisogni assistenziali, garantendo maggiore uniformità nell’erogazione delle prestazioni e limitando la mobilità sanitaria.
Tra le principali novità figura l’aggiornamento della classificazione delle strutture ospedaliere, con l’introduzione degli ospedali di terzo livello, individuati come strutture di eccellenza con bacino di utenza nazionale o sovranazionale. È inoltre prevista l’individuazione degli ospedali elettivi, strutture per acuti prive di pronto soccorso, destinate ad accogliere pazienti acuti non urgenti trasferiti da ospedali di livello superiore.
Il disegno di legge delega prevede anche il miglioramento dell’appropriatezza dell’offerta ospedaliera attraverso la definizione di standard minimi per le attività di ricovero, in coerenza con la disciplina dell’ospedale di comunità. In questo quadro è richiamato il potenziamento delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative, anche sotto il profilo del riconoscimento del loro valore giuridico.
Un capitolo specifico riguarda l’assistenza territoriale alle persone non autosufficienti, con l’indicazione di standard di personale, la garanzia della continuità assistenziale e la promozione della domiciliarità. Il testo richiama inoltre l’aggiornamento dell’assistenza per le persone con patologie croniche complesse e avanzate e l’organizzazione delle cure palliative.
La riforma include anche il rafforzamento dell’integrazione tra interventi sanitari e socioassistenziali, il riordino dei servizi di salute mentale e la valorizzazione della bioetica clinica come strumento di umanizzazione delle cure.
Nel perimetro del provvedimento rientra infine la previsione di un riordino della disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, indicata come funzionale al rafforzamento del loro contributo nell’assistenza territoriale. Il comunicato non fornisce al momento indicazioni operative sui contenuti del riordino.
Il disegno di legge delega stabilisce che i decreti attuativi dovranno essere adottati entro il 31 dicembre 2026.