Dai sindacati dei medici alle professioni sanitarie, dalla maggioranza all’opposizione fino ad associazioni di pazienti e Terzo settore, i giudizi sulle misure approvate per il SSN con la legge di bilancio sono contrastanti. Durissimo l’intervento dell’Anaao Assomed. Per il segretario nazionale Pierino Di Silverio la manovra segna “una deriva disastrosa per la sanità pubblica”, frutto di scelte che sacrificano le esigenze di sistema a logiche economiche e lobbistiche. Nel mirino del sindacato finiscono il rafforzamento della farmacia dei servizi, definita un’ “illusoria risposta” alla domanda di cura, i tagli ai fondi per i farmaci innovativi, la proroga fino al 2029 dell’autocertificazione delle competenze per lavorare in Italia e la prosecuzione di misure considerate meri “bonus e contentini”. Uno scenario che, secondo Di Silverio, aggrava liste d’attesa, fuga dei professionisti e perdita di attrattività del SSN, fino al rischio di un progressivo disgregamento del welfare state.
Più articolata la posizione delle professioni sanitarie. Il presidente della Fno Tsrm e Pstrp, Diego Catania, valuta positivamente la proroga della sospensione del vincolo di esclusività nel decreto Milleproroghe, ritenendola utile ad aumentare le prestazioni offerte ai cittadini e a valorizzare il lavoro dei professionisti. Critiche, invece, sulle misure economiche: resta una “immeritata sperequazione” nella detassazione del lavoro non ordinario, con la richiesta di incentivi uguali per tutti e di un confronto immediato con Governo e Ministero della Salute.
Sul versante politico, la maggioranza difende l’impianto della manovra. Ugo Cappellacci (Forza Italia), presidente della Commissione Affari sociali della Camera, parla di un “cambio di passo significativo”, sottolineando il rafforzamento strutturale del Fondo sanitario nazionale e l’attenzione vincolata a prevenzione, salute mentale, cronicità, screening e personale sanitario. Elementi che, insieme allo sviluppo di un welfare di prossimità basato su telemedicina, caregiver e farmacia dei servizi, andrebbero nella direzione delle priorità reali del Paese. Resta però aperta, secondo Cappellacci, la questione delle disuguaglianze territoriali tra i sistemi sanitari regionali. All’opposizione, il Movimento 5 Stelle boccia senza appello la legge di Bilancio. La vicepresidente del Senato Mariolina Castellone parla di sanità “ancora definanziata” e di manovra incapace di affrontare le vere emergenze: crisi dei pronto soccorso, carenza di personale, liste d’attesa e disuguaglianze di accesso alle cure. Sotto accusa anche le misure per il personale sanitario, giudicate inique, e la proroga dell’esercizio professionale in deroga. Castellone rivendica tuttavia due risultati ottenuti: la proroga delle assunzioni del personale impiegato durante l’emergenza Covid e l’istituzione di un fondo per screening e prevenzione nelle aree più inquinate.
Accanto alle critiche, non mancano apprezzamenti mirati. L’Associazione italiana celiachia accoglie con favore l’introduzione della circolarità dei buoni digitali, che consentirà ai pazienti di accedere alla terapia senza glutine anche fuori dalla Regione di residenza, e lo stanziamento di un milione di euro per interventi su prevenzione, formazione e informazione. Un passo giudicato importante in termini di equità e semplificazione. Plauso anche dal Terzo settore per l’innalzamento a 610 milioni del tetto del 5 per mille, definito un risultato storico che rafforza il rispetto della volontà dei contribuenti e la capacità di impatto sociale degli enti non profit.