Con oltre 20 milioni di cittadini affetti da malattie croniche e una popolazione sempre più anziana, il potenziamento degli organici sanitari diventa una priorità per la tenuta del Servizio sanitario nazionale. Lo ha affermato Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, intervenendo il 3 dicembre durante la trasmissione Mattino Cinque su Canale 5.
Secondo Anelli, l’attuale carenza di professionisti incide direttamente anche sulla capacità dei servizi di rispondere alle liste di attesa. «Con più medici, più specialisti e più professionisti aumenterebbero le prestazioni disponibili», ha dichiarato il presidente della Federazione. Da qui la richiesta di un finanziamento straordinario dedicato al personale sanitario, finalizzato a sostenere nuove assunzioni e a migliorare l’attrattività del SSN per le professioni sanitarie.
Il numero uno della Fnomceo ha ricordato che la Legge di bilancio ha previsto uno stanziamento di 450 milioni di euro per le assunzioni di personale, definendolo un primo tentativo di inversione di tendenza, ma insufficiente a fronte dei vincoli di finanza pubblica evidenziati dalla Corte dei conti e dall’Ufficio parlamentare di bilancio, che continuano a rilevare una differenza negativa tra finanziamento assegnato e spesa sanitaria effettiva. In questo scenario, ha sottolineato Anelli, regioni e direzioni generali tendono a mantenersi nei limiti delle risorse disponibili, riducendo le possibilità di un reale rilancio dei servizi.
Nel quadro delle politiche di sostenibilità economica, il presidente Fnomceo ha espresso apprezzamento per la proposta avanzata dal presidente dell’Aifa, Robert Nisticò, di introdurre una “clausola di salvaguardia” sui farmaci ad alto fatturato, prevedendo una riduzione automatica dei prezzi al superamento di determinate soglie economiche, come strumento per contribuire al controllo della spesa farmaceutica pubblica.
Anelli ha ribadito infine la necessità di una scelta politica chiara che individui come priorità il finanziamento adeguato del Servizio sanitario nazionale e del suo personale, in relazione al crescente carico assistenziale legato alla cronicità e all’invecchiamento della popolazione.