In Italia solo il 35% dei laboratori di anatomia patologica è completamente digitalizzato e in grado di produrre referti esclusivamente su supporto informatico, senza ricorrere al vetrino tradizionale. Il dato è stato presentato al 10° Congresso triennale della Società italiana di anatomia patologica e citologia diagnostica (Siapec-Iap), in corso a Milano dal 3 al 6 dicembre, che riunisce oltre 900 specialisti provenienti da tutta Italia.
Secondo la società scientifica, la mancata diffusione uniforme delle tecnologie digitali rappresenta un limite per il pieno sviluppo della medicina di precisione, che sempre più richiede referti integrati di tipo morfologico e molecolare a supporto delle decisioni terapeutiche. L’impiego di intelligenza artificiale e sistemi di automazione è indicato come uno dei principali driver di trasformazione della disciplina, con effetti attesi sull’accuratezza diagnostica e sull’efficienza dei flussi di lavoro nei laboratori.
«Alcune strutture stanno utilizzando le risorse del Pnrr per completare il passaggio dall’analogico al digitale, ma è necessario accelerare l’implementazione su tutto il territorio nazionale», ha dichiarato Filippo Fraggetta, presidente della Siapec-Iap. Il ricorso alla patologia digitale è già applicato nel supporto alla personalizzazione delle terapie in ambiti come oncologia solida ed ematologica, malattie infiammatorie croniche intestinali, patologie autoimmuni e reumatologiche e nei percorsi di trapianto.
Accanto alle criticità tecnologiche permane anche il tema della carenza di specialisti. La società scientifica ricorda che negli anni passati solo il 30% dei posti nelle scuole di specializzazione di anatomia patologica veniva effettivamente occupato. Nel biennio 2025-2026 si registra una crescita delle iscrizioni, giunta a quasi il 70%, ma la disponibilità di personale resta insufficiente a coprire pienamente i fabbisogni dei reparti ospedalieri. Le nuove tecnologie, sottolineano gli esperti, possono contribuire a ottimizzare i processi, ma non sostituiscono il bisogno di risorse professionali dedicate.
Il congresso affronta anche il tema dell’automazione dei servizi attraverso robotica e sistemi di analisi automatizzata dei campioni, con l’obiettivo di migliorare tempi, standard qualitativi e tracciabilità dei percorsi diagnostici. Gli anatomo-patologi ribadiscono il proprio ruolo centrale nei team multidisciplinari, dove la corretta interpretazione dei dati morfologici e molecolari risulta decisiva per l’impostazione delle strategie terapeutiche.
Al termine dell’evento è prevista l’elezione del nuovo direttivo nazionale Siapec-Iap e la presentazione delle attività svolte dai 24 gruppi di studio della società.