Un nuovo modello che punti a rendere autonoma e responsabile la Medicina Generale. È questo l’obiettivo della “Terza via” proposta nel Libro Bianco sulla medicina territoriale, presentato al 42° Congresso Nazionale della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG). Negli ultimi anni è emerso come la medicina territoriale sia allo stesso tempo un pilastro delle cure primarie, ma anche il punto più fragile del nostro Servizio Sanitario Nazionale, che necessita di soluzioni di lunga visione, visto che l’Italia è un Paese che invecchia e avrà sempre meno lavoratori attivi. “Sono stati simulati scenari di salute, costi sanitari, impatti dell’innovazione e ritardi terapeutici – spiega il Prof. Claudio Cricelli, Presidente Emerito Vicario SIMG – Per esempio, un farmaco innovativo per il diabete, oggi finalmente prescrivibile senza piano terapeutico, avrebbe cambiato la storia naturale della malattia se introdotto vent’anni fa, evitando numerosi casi, con relative complicanze e ricoveri. Questo è ciò che significa programmare”.
La proposta presentata al Congresso Nazionale della SIMG è contenuta nel documento denominato “Terza Via”, che sarà pubblicato nei prossimi giorni su Family Practice (British Medical Journal), con modalità aperta per permettere a chiunque di consultarlo. “La Terza Via non è un compromesso, ma un modo per superare la contrapposizione sterile tra modelli opposti – spiega Cricelli – È un progetto concreto, che definisce quali funzioni deve svolgere la Medicina Generale, quali competenze servono, che strumenti sono necessari e come misurare i risultati. Questo modello punta a rendere autonoma e responsabile la professione, con verifica degli esiti clinici; spostare l’asse dalla cura della malattia alla scienza della salute, anticipando diagnosi e trattamenti; accorciare i tempi di accesso all’innovazione terapeutica; garantire equità e sostenibilità, in un Paese con milioni di anziani sempre più soli e pensioni in progressivo calo; costruire una medicina territoriale valutabile per risultati, non per vincoli burocratici”.
L’obiettivo del progetto sta “nel potenziamento della Medicina Generale, una professione che ha tutte le potenzialità, ma che finora non ha potuto esprimerle pienamente – aggiunge Cricelli – Il principio è la scienza del futuro non è la geriatria, ma la geroscienza, ossia il mantenere sani il più a lungo possibile i giovani”. La proposta giunge in un momento chiave nella storia politica e sociale del Paese. “Tra due anni si voterà e la sanità rappresenterà il tema centrale – sottolinea il Prof. Claudio Cricelli – Gli italiani spendono più di 180 miliardi l’anno per curarsi: ignorare questo tema sarebbe irresponsabile. La sperimentazione della Terza Via con progetti pilota o in alcune regioni non richiede privilegi, ma una verifica: metteteci alla prova. Il Servizio Sanitario Nazionale non appartiene ai politici né alle parti sociali: appartiene ai cittadini. Sono loro i veri proprietari della sanità pubblica. A loro spetta l’ultima parola nel decidere se questa proposta va perseguita”.