L’87% degli italiani dichiara fiducia nella medicina e l’81% nel medico di famiglia. La fiducia nel Servizio sanitario nazionale è pari al 62%, con percentuali più basse al Sud. Sono alcuni dei risultati dell’indagine “Il rapporto tra gli italiani e la scienza”, condotta dall’Istituto Piepoli per la Fnomceo su un campione rappresentativo della popolazione adulta. I dati sono stati presentati oggi a Roma durante l’evento “La scienza medica al servizio dell’umanità”, promosso dalla Fnomceo.
Nove cittadini su dieci considerano la scienza un motore di progresso e sviluppo. L’87% ritiene che la ricerca permetta di vivere più a lungo e il 67% vede nelle innovazioni mediche ad alta tecnologia un’opportunità rilevante per la salute. Il 68% sarebbe disposto a utilizzare un vaccino a mRna contro i tumori se necessario e l’84% giudica importante lo sviluppo di vaccini oncologici.
L’indagine indica un consenso ampio anche verso le terapie geniche. L’83% afferma che “ogni vita conta” e che intervenire sulla genetica per prevenire malattie è un’opzione da considerare. Il 63% esprime un giudizio favorevole per l’uso nei bambini e la percentuale sale al 70% quando riguarda i propri figli o nipoti. L’88% ritiene giusto garantire a tutti i neonati il farmaco per la SMA e oltre sei italiani su dieci sarebbero disposti a contribuire attraverso una tassa di scopo. Rimangono alcune titubanze in circa un quarto del campione, legate all’idea di un impatto eccessivo dell’uomo sulla natura.
La dimensione ambientale è considerata prioritaria. L’84% indica un legame diretto tra ambiente e salute e quasi nove italiani su dieci chiedono di integrare questo aspetto nella sanità pubblica. L’86% valuta utile una Agenzia nazionale della ricerca in sanità, per coordinare fondi e progetti.
Secondo il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, la fotografia che emerge è quella di un Paese che mostra fiducia nella scienza e nel medico, con una richiesta di accompagnamento nella comprensione delle innovazioni. Anelli rileva però una quota di diffidenza specifica verso i vaccini a mRna in ambito Covid, che coinvolge un terzo della popolazione. Il fenomeno viene attribuito a un disorientamento generato dalla sovrapposizione di informazioni corrette, narrazioni parziali e contenuti distorti.
Per Anelli, il ruolo del medico è quello di “mediatore di complessità”, chiamato a guidare l’informazione, spiegare i cambiamenti e rendere comprensibili le innovazioni senza semplificazioni improprie. La ricerca, sottolinea, mostra un’Italia che non rifiuta la scienza ma che chiede orientamento e chiarezza.
Nel corso dell’evento la Fnomceo ha presentato la nuova campagna nazionale “La scienza medica corre”, diffusa su stampa, web, social, Tv e cinema. La campagna valorizza il contributo dei medici al progresso scientifico e alla trasformazione delle scoperte in cure, con un’immagine simbolo che raffigura una dottoressa in corsa e il payoff “Ogni giorno un passo avanti, ogni giorno una nuova scoperta. Ogni giorno, con i medici, la scienza diventa cura”.