Una specializzazione universitaria in Medicina Generale: a chiederla è lo SNAMI, che valuta positivamente le aperture del Governo e della Commissione Sanità del Senato verso un percorso formativo universitario dedicato. Il presidente nazionale Angelo Testa definisce le recenti posizioni istituzionali un segnale rilevante per la valorizzazione della disciplina.
Secondo il sindacato, il passaggio dall’attuale corso triennale regionale a una specializzazione vera e propria rappresenta un cambiamento strutturale. Testa sostiene che la trasformazione consentirebbe di riconoscere alla Medicina Generale la dignità e la centralità proprie delle altre discipline, con la possibilità di recuperare autonomia clinica, ottenere una pari dignità accademica e allineare formazione, responsabilità e retribuzione.
SNAMI collega la riforma anche al tema dell’attrattività per i giovani medici. Una specializzazione universitaria, afferma Testa, costituirebbe lo strumento per offrire sbocchi professionali più chiari, un percorso formativo più definito e prospettive di carriera più coerenti con la complessità della disciplina. Il sindacato ritiene inoltre che l’integrazione della Medicina Generale nell’Università possa favorire attività di ricerca e didattica, superando la separazione che ha caratterizzato per anni il modello formativo della cura primaria.
Nel comunicato SNAMI interviene anche la questione del Settore Scientifico Disciplinare. Testa ribadisce che la disciplina necessita di un SSD dedicato oppure, in alternativa, dell’inquadramento nell’area della Medicina Interna, ritenuta più coerente per contenuti clinici e complessità. Secondo il sindacato, proseguire con un inquadramento separato penalizzerebbe ulteriormente lo sviluppo della Medicina Generale come disciplina accademica.
SNAMI esprime inoltre apprezzamento per l’attenzione mostrata dalle istituzioni in seguito alla recente audizione in Senato. Il sindacato richiama la necessità di decisioni di sistema e riforme orientate al futuro, sottolineando che il rafforzamento del territorio richiede interventi strutturali sulla formazione e non annunci. Testa afferma che la direzione indicata dal Governo e dalla Commissione Sanità rappresenta un passo nella giusta direzione e conferma la disponibilità dell’associazione a collaborare per la definizione dei prossimi passaggi.
Il comunicato si chiude ricordando che, per SNAMI, il rilancio del Servizio sanitario nazionale passa dalla Medicina Generale e dalla sua piena integrazione nel sistema formativo universitario. Il sindacato individua nella specializzazione, nell’autonomia professionale e in una minore burocrazia gli elementi necessari per valorizzare un settore centrale per la continuità dell’assistenza sul territorio.