L’andamento delle infezioni respiratorie acute in Italia resta stabile, ma i numeri continuano a essere alti. Secondo il nuovo bollettino RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità, pubblicato in formato interattivo, nella settimana 3-9 novembre sono stati stimati 435mila nuovi casi, pari a 7,64 casi per mille assistiti, per un totale di 1,7 milioni dall’inizio della stagione. I più colpiti restano i bambini tra 0 e 4 anni, che registrano un’incidenza di circa 23 casi per mille, mentre l’intensità complessiva si mantiene bassa in tutte le regioni. L’Iss ricorda che la transizione dalla classificazione Ili ad Ari non permette confronti diretti con le scorse stagioni.
Sul fronte della circolazione virale nella comunità, il tasso di positività dell’influenza resta stabile, mentre scende quello del Sars-CoV-2 e rimane basso il virus respiratorio sinciziale. I virus più diffusi restano i rhinovirus, seguiti da influenza e adenovirus: il 7,3% dei campioni è risultato positivo ai virus influenzali, il 6,7% al Sars-CoV-2 e l’1% al Vrs; i rhinovirus rappresentano invece il 15,6% dei campioni analizzati.
Negli ospedali il quadro ricalca la situazione della comunità, con i rhinovirus in testa per frequenza, seguiti da Sars-CoV-2 e virus influenzali. Per Covid, l’incidenza maggiore riguarda gli over 65. L’Iss richiama l’attenzione sulle campagne vaccinali anti-influenzale e anti-Covid rivolte ai fragili e agli over 60. Per la caratterizzazione dei ceppi influenzali, nella comunità cresce la quota di A(H3N2), mentre negli ospedali la distribuzione è simile tra A(H1N1)pdm09 e A(H3N2), ma il numero di campioni è ancora troppo limitato per valutare tendenze stagionali.