La Paho ha confermato la perdita dello status di Paese libero dal morbillo per il Canada, in seguito alla presenza di trasmissione locale prolungata dello stesso ceppo virale per oltre 12 mesi. La valutazione è stata espressa dalla Commissione di verifica per l’eliminazione del morbillo dell’Organizzazione panamericana della sanità dopo l’esame dei dati epidemiologici e di laboratorio aggiornati.
Secondo la Public Health Agency of Canada, l’epidemia ha avuto inizio nell’ottobre 2024 e ha coinvolto più province, persiste tuttora e interessa in particolare comunità con coperture vaccinali insufficienti. Nel bilancio aggiornato a fine ottobre 2025 sono stati registrati 5.138 casi (4.777 confermati e 361 probabili) in 10 giurisdizioni. Sono stati segnalati due decessi, entrambi in casi congeniti nati prematuri.
La Paho ricorda che lo status di eliminazione è riconosciuto quando non si verificano catene di trasmissione locale per almeno un anno; la sua perdita comporta la necessità di interrompere la circolazione del virus e ristabilire livelli adeguati di copertura vaccinale. Il Canada aveva raggiunto lo status di Paese libero dal morbillo nel 1998.
La situazione non riguarda solo il Canada. Stati Uniti e Messico hanno segnalato epidemie persistenti dall’inizio del 2025 e, secondo la Commissione, potrebbero perdere lo status di Paesi indenni nel 2026 se la trasmissione dovesse proseguire. Negli Stati Uniti, dall’inizio dell’anno sono stati notificati oltre 1.600 casi in più di 40 Stati, in prevalenza in persone non vaccinate. In Messico sono stati segnalati migliaia di casi, anch’essi concentrati in popolazioni con bassi tassi vaccinali.
La Paho sottolinea che il morbillo rimane una malattia altamente contagiosa e che per prevenire epidemie è necessario mantenere coperture vaccinali ≥95% con due dosi. La presenza di sacche di sottocopertura favorisce la ricomparsa della trasmissione locale anche in Paesi che avevano raggiunto l’eliminazione.
La Commissione raccomanda dunque:
• campagne di recupero vaccinale mirate alle aree a bassa copertura;
• rafforzamento della sorveglianza epidemiologica e virologica;
• comunicazione pubblica chiara sui rischi legati alla mancata vaccinazione.
Per quanto riguarda la regione delle Americhe, la situazione in Canada, Stati Uniti e Messico non modifica al momento lo status complessivo degli altri Paesi dell’area, ma aumenta il rischio di importazione e diffusione laddove le coperture vaccinali siano inferiori alle soglie raccomandate.