Il Libro Bianco “Per la gestione della persona con diabete mellito e ipercolesterolemia a rischio cardiovascolare molto alto: trattare per prevenire”, edito Edra, e recentemente pubblicato con il contributo della Società Italiana di Diabetologia (Sid) e dell’Associazione Medici Diabetologi (Amd), definisce un modello di cura finalizzato alla prevenzione delle complicanze cardiovascolari nelle persone con diabete e ipercolesterolemia, con particolare attenzione alla valutazione integrata del rischio e al raggiungimento dei target terapeutici raccomandati.
Secondo quanto illustrato nel volume, il controllo del solo compenso glicemico non è sufficiente a prevenire eventi cardiovascolari. Il Libro Bianco propone un approccio che comprende la gestione congiunta di glicemia, LDL-colesterolo, pressione arteriosa e funzione renale, con una presa in carico coordinata e continuativa. Il diabetologo viene indicato come figura in grado di valutare il rischio complessivo e di impostare precocemente il trattamento, comprese le terapie per la dislipidemia.
Il documento richiama la necessità di una stratificazione del rischio cardiovascolare sistematica e uniforme nei centri di diabetologia. Sono riportati gli indicatori clinici necessari e la possibilità di utilizzare algoritmi dedicati per l’identificazione dei pazienti a rischio molto alto. Il testo segnala che la disponibilità di strumenti digitali integrati nelle cartelle cliniche può favorire l’applicazione routinaria della valutazione del rischio.
Per quanto riguarda la gestione dell’ipercolesterolemia, il Libro Bianco richiama i target di LDL-C raccomandati dalle linee guida e la necessità di adottare strategie terapeutiche progressive: statine ad alta intensità, ezetimibe e, nei casi indicati, inibitori della PCSK9. Viene evidenziato che solo una quota minoritaria di pazienti ad alto rischio raggiunge attualmente i valori obiettivo e che sono presenti differenze territoriali nell’accesso ai trattamenti.
Il documento sottolinea inoltre la necessità di percorsi condivisi tra diabetologi, cardiologi, internisti e medici di medicina generale, con una maggiore integrazione organizzativa. Tra le azioni suggerite vi sono l’armonizzazione dei PDTA regionali e l’adozione di indicatori di processo e di esito per monitorare la qualità dell’assistenza.
Il Libro Bianco si conclude con una call to action rivolta alle società scientifiche e alle istituzioni per favorire l’applicazione omogenea delle raccomandazioni e sostenere l’adozione di modelli di presa in carico in grado di migliorare la prevenzione cardiovascolare nelle persone con diabete.