Nel 2023 i Servizi per le Dipendenze (SerD) hanno operato con 1.855 professionisti in meno rispetto agli standard previsti dal DM 77. A evidenziarlo durante il XIV Congresso Nazionale Federserd, la Fondazione GIMBE che ha presentato un’analisi sull’organizzazione dei Servizi per le Dipendenze (SerD), elaborata sulla base della Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze 2025 e del Rapporto OISED-CREA 2024.
Dallo studio emerge una forte criticità sul fronte del personale: nel 2023 le strutture ambulatoriali contavano complessivamente 6.005 operatori, ma per raggiungere lo standard a regime previsto dal DM 77 ne servirebbero 7.860. La media nazionale è di 24 pazienti per operatore, con punte di 37 in Umbria.
Sul piano epidemiologico, i ricoveri ospedalieri droga-correlati sono stati 7.382 nel 2023, con un incremento del 13% rispetto al 2022 e una concentrazione del 69% nelle regioni settentrionali. Anche i dati relativi al pronto soccorso indicano un trend preoccupante: nel 2024 sono stati registrati 8.378 accessi per patologie direttamente droga-correlate, di cui il 10% riguardava minorenni.
“I servizi per le dipendenze rappresentano un’anomalia strutturale del SSN – ha dichiarato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE –: frammentati, disomogenei e con personale insufficiente. È necessario riconoscerli come parte integrante dell’assistenza territoriale e garantirne il potenziamento con investimenti strutturali e vincolanti”.