La copertura vaccinale contro la difterite in Italia supera di poco la soglia del 95% solo al quarto anno di vita, ma il dato nazionale nasconde forti differenze territoriali. Nel 2025, sulla coorte dei bambini nati nel 2023, il 94,46% risulta vaccinato entro i 24 mesi, mentre la copertura sale al 95,03% a 36 mesi e al 95,41% a 48 mesi. A quattro anni, tuttavia, sono ancora dieci le Regioni e Province autonome sotto la soglia del 95%. I dati sono quelli pubblicati dal Ministero della Salute e riportano le coperture vaccinali per la difterite, malattia prevenibile attraverso la vaccinazione contenuta nell'esavalente, che protegge anche da tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e Haemophilus influenzae di tipo b.
Il ciclo di base contro la difterite prevede tre dosi, somministrate secondo il calendario vaccinale nei primi mesi di vita. Successivamente sono previste dosi di richiamo, a 6 e 14 anni. Il Ministero della Salute sottolinea che, completato il ciclo, la vaccinazione antidifterica conferisce una protezione pressoché totale. Per mantenere una buona immunità nel tempo è inoltre raccomandata una dose di richiamo ogni dieci anni. È soprattutto il quadro territoriale a evidenziare le criticità. A 24 mesi, otto Regioni raggiungono o superano il 95%: Toscana (97,90%), Lombardia (97,56%), Provincia autonoma di Trento (97,18%), Umbria (96,63%), Campania (96,33%), Veneto (95,90%), Piemonte (95,77%) ed Emilia-Romagna (95,22%).
All'estremo opposto si trovano Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano, entrambe sotto il 90%: rispettivamente all'85,88% e all'87,39%. Sotto il 95% anche Marche (94,33%), Lazio (94,19%), Calabria (94,19%), Liguria (93,85%), Valle d'Aosta (93,76%), Basilicata (92,93%), Sardegna (92,82%), Friuli Venezia Giulia (92,57%), Molise (92,53%), Abruzzo (92,33%) e Puglia (91,72%). La situazione migliora con il recupero delle vaccinazioni nei due anni successivi. A 36 mesi la copertura nazionale raggiunge il 95,03%, mentre a 48 mesi arriva al 95,41%. Ma anche a quattro anni persistono differenze rilevanti: la Provincia autonoma di Bolzano si ferma al 91,61%, la Sicilia al 90,80%. Seguono Friuli Venezia Giulia (93,50%), Liguria (93,16%), Abruzzo (93,82%), Molise (93,81%), Puglia (93,59%), Sardegna (94,18%), Basilicata (94,45%) e Lazio (94,88%).