Durante la presentazione al Quirinale dei Giorni della Ricerca promossi dalla Fondazione Airc, il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha espresso una valutazione positiva sull’andamento del semestre filtro per l’accesso alle Facoltà di Medicina, introdotto quest’anno in sostituzione del tradizionale test d’ingresso.
“Il giudizio sul semestre filtro è molto buono – ha dichiarato Bernini –. Mi dispiace solo che, visto che il 90% degli studenti era in aula, si sia dovuta interrompere la presenza per le occupazioni delle facoltà. Questo è un peccato perché avevamo detto che sarebbe stato opportuno che gli studenti entrassero in contatto con la realtà vera degli atenei, quella delle aule”.
Il ministro ha precisato che alcune università hanno dovuto ricorrere alla didattica a distanza a causa dell’impossibilità di utilizzare le aule, ma ha sottolineato che la fase dovrebbe concludersi a breve, consentendo agli studenti di sostenere le prime verifiche.
Bernini ha definito il semestre filtro “una riforma di primissima applicazione”, ricordando che “il vero cambio di paradigma è che la selezione ora si basa anche sulla formazione e non su un test unico e selettivo”.
Ha inoltre aggiunto che “ogni riforma inizia ad avere effetti dopo quattro o cinque anni. Dubito che sarò io a vederli, ma l’importante è che li veda il Paese e che siano positivi. Li monitoreremo con una nostra Unità di pronto intervento per qualsiasi situazione critica”.