Il Giappone ha dichiarato lo stato di epidemia influenzale nazionale, con oltre 6.000 casi confermati e più di 100 scuole chiuse. L’incremento delle infezioni è insolito per il periodo e, secondo gli esperti, potrebbe innescare focolai anticipati nei Paesi che si avviano verso l’inverno, inclusa l’Europa.
L’epidemia è stata ufficializzata il 3 ottobre dal Ministero della Salute giapponese, dopo che le segnalazioni hanno superato i valori attesi per stagione e area geografica. Circa la metà dei 287 pazienti ospedalizzati a settembre aveva meno di 14 anni.
Come spiega su Nature il virologo molecolare Vinod Balasubramaniam (Monash University, Malesia), l’aumento dei casi è iniziato cinque settimane prima del solito, una tendenza che in Giappone non si osservava da anni. Tra le possibili cause vi sono l’aumento dei viaggi internazionali dopo la pandemia di Covid-19, i cambiamenti climatici e la minore esposizione immunitaria al virus influenzale, soprattutto in bambini e anziani.
Il ceppo sospettato alla base dell’epidemia è H3N2, già responsabile di una forte circolazione in Australia e Nuova Zelanda negli ultimi mesi, in concomitanza con la fine dell’inverno australe. Secondo Ian Barr, vice direttore del Centro di riferimento OMS per l’influenza di Melbourne, “i flussi di viaggiatori tra emisferi aumentano la probabilità di trasmissione, con possibile effetto domino verso i Paesi dell’emisfero nord”.
Sebbene gli esperti ritengano improbabile una pandemia globale, Nature evidenzia che le nazioni che entrano ora nella stagione invernale saranno più vulnerabili a nuovi focolai, in particolare quelle con tassi di copertura vaccinale inferiori o con una circolazione ridotta dei ceppi A/H3.
Le autorità sanitarie giapponesi raccomandano la vaccinazione immediata, l’uso della mascherina e l’igiene delle mani, con particolare attenzione a bambini, anziani, donne in gravidanza e persone con patologie croniche.
Per l’Europa e l’Italia, osservano gli autori di Nature, la situazione rappresenta un possibile segnale anticipatore della stagione influenzale 2025-2026. In presenza di flussi turistici intensi dal Giappone e di un andamento climatico mite, l’arrivo precoce dei ceppi H3N2 resta un’eventualità da considerare per la sorveglianza virologica e le campagne vaccinali.