Dal 30 marzo il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) entra a regime su scala nazionale, secondo il cronoprogramma del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). La piattaforma digitale raccoglie la storia clinica dei cittadini e rende disponibili fino a ventuno tipologie di documenti, tra cui referti di laboratorio e radiologia, lettere di dimissione, verbali di pronto soccorso, prescrizioni, esenzioni e dati vaccinali.
L’operatività del sistema è però condizionata dall’adesione dei cittadini. Secondo gli ultimi monitoraggi riportati da Il Sole 24 Ore, solo circa un italiano su quattro (27%) ha effettuato almeno un accesso recente al proprio fascicolo e meno della metà (44%) ha espresso il consenso alla consultazione da parte dei sanitari. In assenza di consenso, i documenti restano visibili solo al cittadino e al medico che li ha prodotti, ma non possono essere utilizzati da altri professionisti per finalità di diagnosi, cura e prevenzione.
Il fascicolo integra progressivamente le principali informazioni cliniche generate dal Servizio sanitario: esami, referti, dimissioni ospedaliere, accessi in pronto soccorso, prescrizioni farmaceutiche e specialistiche. È presente anche il profilo sintetico del paziente (patient summary), che riassume condizioni cliniche rilevanti, terapie in corso e allergie.
La normativa prevede che il cittadino debba autorizzare esplicitamente la consultazione dei propri dati. Senza questa autorizzazione, il fascicolo non è utilizzabile dal personale sanitario, pur restando attivi i diritti di accesso alle prestazioni. La gestione del consenso avviene online tramite identità digitale (Spid, Cie o Cns) sui portali regionali o nazionali, con possibilità di modifica o revoca in qualsiasi momento.
Il decreto ministeriale del 7 settembre 2023 disciplina l’accesso in situazioni di emergenza. In pronto soccorso è consultabile almeno il patient summary, anche in presenza di limiti al consenso. La compilazione e l’aggiornamento di questo profilo sono in capo al medico di medicina generale, con scadenza fissata al 30 marzo.
Per i medici l’entrata a regime del Fse implica:
• integrazione dei flussi informativi nella gestione ambulatoriale e ospedaliera;
• verifica della disponibilità effettiva dei documenti, che può variare tra Regioni;
• maggiore attenzione all’informazione dei pazienti sul tema del consenso;
• aggiornamento sistematico del patient summary per garantire la fruibilità in emergenza.
Persistono differenze territoriali nell’utilizzo e nell’attivazione del consenso, con adesioni più elevate in alcune Regioni del Centro-Nord e valori più bassi in parte del Mezzogiorno.
Entro giugno è previsto l’avvio dell’ecosistema dei dati sanitari, che consentirà l’utilizzo in forma anonima delle informazioni per programmazione, prevenzione e ricerca, come riportato dalle fonti normative e di stampa.