La carenza di personale e il ricorso crescente a contratti flessibili e ai cosiddetti “gettonisti” continuano a rappresentare una criticità strutturale per il Servizio sanitario nazionale, con effetti sui costi e sulla continuità dei servizi. Lo rileva la Corte dei conti nella Relazione al Parlamento sulla gestione dei Servizi sanitari regionali.
Secondo la magistratura contabile, in diverse Regioni permane un utilizzo significativo di forme contrattuali flessibili per far fronte alle carenze di organico. In alcune realtà il ricorso ai gettonisti comporta un incremento dei costi e richiede un monitoraggio costante. La difficoltà di reclutamento e di mantenimento in servizio del personale riflette una più generale carenza di risorse pubbliche e incide sulla capacità organizzativa delle aziende sanitarie.
Nel triennio 2022-2024 la spesa sanitaria pubblica è aumentata da 131,3 a 138,3 miliardi, con una crescita nominale del 4,9% rispetto al 2023, trainata soprattutto dalle voci di spesa per il personale (+5,6%) e per i consumi intermedi (+7,5%). L’incremento reale, tuttavia, risulta di poco superiore all’1%, a causa dell’effetto dell’inflazione. L’incidenza della spesa sul PIL resta stabile tra il 6,3% e il 6,4%, a fronte di una media europea pari al 6,9%, delineando una dinamica di spesa definita dalla Corte più difensiva che espansiva.
Sul versante dell’organizzazione territoriale, la Relazione evidenzia criticità nell’attuazione degli investimenti della Missione 6 del PNRR, che prevede 15,6 miliardi per il rafforzamento della prossimità, della digitalizzazione e delle infrastrutture sanitarie. A fine 2024 risultava completato il 41% degli obiettivi, mentre il restante 59% dovrà essere realizzato nel biennio 2025-2026. La rete di prossimità, con 1.038 Case della Comunità e 307 Ospedali di Comunità programmati, rappresenta l’asse strategico per il nuovo assetto del SSN, ma il monitoraggio ha segnalato ritardi nell’avvio dei lavori e difficoltà nella copertura delle vacanze di personale, sia sanitario sia tecnico, che possono limitarne la piena operatività.
Persistono inoltre significative diseguaglianze nell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e un disallineamento tra Nord e Sud. Le Regioni in piano di rientro – Calabria, Molise, Sicilia, Campania, Lazio, Abruzzo e Puglia – continuano a presentare difficoltà strutturali, nonostante alcuni miglioramenti nei conti. L’aumento della mobilità sanitaria interregionale segnala differenze nell’attrattività e nella capacità di erogazione dei servizi.
Sul fronte farmaceutico, la spesa complessiva nel 2024 ha superato il tetto programmato del 15,3% del Fondo sanitario nazionale. Il nuovo sistema dei tetti di spesa e il meccanismo del payback garantiscono un equilibrio finanziario che presenta tuttavia margini di incertezza legati al contenzioso con le imprese. La Corte segnala una crescita dell’utilizzo di farmaci generici e biosimilari.
Nel complesso, la magistratura contabile richiama la necessità di rafforzare la governance, accelerare gli investimenti, stabilizzare il personale e ridurre i divari territoriali, sottolineando che la sostenibilità futura del Servizio sanitario nazionale dipenderà dalla capacità di trasformare le risorse disponibili in servizi più efficienti e omogenei.