Negli Stati Uniti il tumore del colon-retto è diventato nel 2023 la prima causa di morte oncologica nelle persone sotto i 50 anni, superando tutte le altre neoplasie, mentre la mortalità per tumori di polmone, mammella, leucemie e cervello continua a diminuire. Il dato emerge da un’analisi condotta su dati del National Center for Health Statistics e pubblicata su JAMA da Rebecca L. Siegel, MPH, dell’American Cancer Society, e colleghi.
Tra il 1990 e il 2023 sono morte per tumore prima dei 50 anni 1.267.520 persone, con una riduzione complessiva del tasso standardizzato del 44%, da 25,5 a 14,2 per 100.000. Nel periodo 2014–2023 il calo medio annuo della mortalità ha riguardato i tumori del cervello (–0,3%), della mammella (–1,4%), le leucemie (–2,3%) e il polmone (–5,7%). In controtendenza, la mortalità per tumore del colon-retto è aumentata in media dell’1,1% annuo dal 2005 ed è passata dalla quinta alla prima posizione nel 2023 considerando maschi e femmine insieme.
«L’aumento della mortalità sottolinea la necessità di ulteriori ricerche eziologiche per identificare le cause delle forme a esordio precoce», scrivono gli autori. In dichiarazioni a MedPage Today, Ahmedin Jemal, DVM, PhD, dell’American Cancer Society, osserva che circa tre quarti dei casi di tumore del colon-retto nelle persone più giovani vengono diagnosticati in fase avanzata e richiama l’importanza del riconoscimento tempestivo dei sintomi. Negli Stati Uniti lo screening è raccomandato a partire dai 45 anni nella popolazione a rischio medio. Nel 2023 la copertura nella fascia 45–49 anni è stata pari al 33,7%. Gli autori segnalano come limite dello studio l’utilizzo di dati ecologici a livello nazionale.
In Italia il tumore del colon-retto rappresenta la terza neoplasia negli uomini e la seconda nelle donne. Secondo I numeri del cancro in Italia 2025, nel 2024 sono stimate 48.706 nuove diagnosi, di cui 27.473 negli uomini e 21.233 nelle donne. La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è pari al 65% negli uomini e al 66% nelle donne. Le persone viventi in Italia dopo una diagnosi di tumore del colon-retto sono circa 442.600.
Il tumore è spesso conseguente all’evoluzione di lesioni benigne della mucosa intestinale che impiegano un periodo lungo per trasformarsi in forme maligne. I fattori di rischio riconosciuti comprendono consumo elevato di carni rosse e insaccati, farine e zuccheri raffinati, sovrappeso, ridotta attività fisica, fumo ed eccesso di alcol. Ulteriori condizioni di rischio sono la malattia di Crohn, la rettocolite ulcerosa e alcune forme di suscettibilità ereditaria, tra cui la poliposi adenomatosa familiare e la sindrome di Lynch.
I programmi di screening offerti dal Servizio sanitario nazionale prevedono l’invito attivo della popolazione target. Il test utilizzato è la ricerca del sangue occulto nelle feci, eseguita ogni due anni nelle persone tra i 50 e i 69 anni, con estensione fino ai 74 anni in alcune Regioni. In caso di positività, è prevista l’esecuzione di una colonscopia come esame di approfondimento. La colonscopia consente anche la rimozione dei polipi nel corso della stessa seduta e il successivo avvio di percorsi di controllo sulla base delle caratteristiche istologiche.