Si è svolto ieri, 15 ottobre, all’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) il primo incontro per il rinnovo del contratto collettivo nazionale 2022-2024 dei dirigenti medici, veterinari e sanitari del Servizio sanitario nazionale. Le prime reazioni dei sindacati confermano una distanza ancora marcata sulle risorse e sulla loro distribuzione.
Per la Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, “non ci sono le condizioni per chiudere la trattativa, tantomeno in tempi rapidi”. Il segretario nazionale Andrea Filippi ha definito «assolutamente inadeguato» il finanziamento messo a disposizione, giudicato insufficiente a compensare l’inflazione del triennio. Secondo la sigla, la proposta dell’Aran prevede incrementi tabellari inferiori rispetto ai precedenti rinnovi: “Stiamo parlando di 230 euro lordi mensili che, assorbendo l’anticipo di 138 euro già erogato, determinerebbero un aumento reale di sole 82 euro lordi al mese”.
La Fp Cgil contesta inoltre la scelta di collocare una quota più elevata delle risorse nelle voci accessorie – come la retribuzione di risultato e le indennità di condizioni di lavoro – la cui erogazione non è uniforme tra le aziende sanitarie. “Ci saremmo aspettati – ha aggiunto Filippi – che quel poco finanziato fosse destinato alle parti fisse e ricorrenti della retribuzione”.
Diversa la valutazione della Federazione veterinari, medici e dirigenti sanitari (Fvm), che in una nota ha parlato di una proposta “con alcuni aspetti interessanti”. Il presidente Aldo Grasselli ha sottolineato l’importanza di «distinguere la dirigenza sanitaria da quella del resto della pubblica amministrazione» e ha invitato a spostare “buona parte delle risorse disponibili dal risultato al tabellare”, per consolidare gli incrementi stipendiali futuri.
Secondo Grasselli, tale impostazione avrebbe un duplice effetto: “rafforzare il trattamento economico utile ai fini contrattuali e riconoscere un valore stabile, anche previdenziale, soprattutto ai professionisti più giovani”. La Fvm ha auspicato che l’Aran apra un confronto costruttivo nella prossima riunione, fissata per il 27 ottobre, e ha invitato il Governo a valutare nella Legge di bilancio l’anticipo delle risorse già previste per il 2026 o un finanziamento specifico per le indennità della dirigenza sanitaria.
Il rinnovo riguarda oltre 130 mila professionisti tra medici, veterinari e dirigenti sanitari, e rappresenta uno dei tavoli più rilevanti tra i contratti pubblici ancora aperti.